Il blog degli amanti della letteratura gialla, noir e poliziesca

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Arriva in libreria la quarta indagine dell’investigatore privato Galeazzo Trebbi. “Il bibliotecario di via Gorki” è la nuova avventura dell’investigatore Trebbi creato dalla penna di Massimo Fagnoni (Fratelli Frilli editori). La trama. La scomparsa di un ambulante nordafricano sembra non interessare a nessuno. Solo il bibliotecario di via Gorki se ne preoccuperà dando l’allarme che sarà raccolto dall’investigatore Galeazzo Trebbi che con l’aiuto della polizia porteranno l’indagine verso verità nascoste tra le pieghe di una città annoiata e fredda dove nessuno è davvero innocente e nulla è realmente come appare. Dopo il buon successo di “Bologna non c’è più’ ” e “Il giallo di Caserme Rosse” Massimo Fagnoni spinge la narrazione e il suo protagonista in territori attuali e scomodi di disagio, emarginazione, odio e razzismo.

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Se dovessi definire in breve, come con una iconcina di FB, il mio attuale stato d’animo chiederei aiuto a Eugenio Montale: questo solo oggi posso dire, ciò che non sono, ciò che non voglio. E quindi, altrettanto in breve: non sono cinefila, e quindi non sono amante né dei “sequel” né dei “prequel”, intendendo per questi ultimi «un racconto o film il cui contenuto intende proporre gli antefatti di una storia facente parte di un ciclo». Non sono una frequentatrice assidua di Agatha Christie (ma delle serie Tv sì) e quando leggo un giallo non sto lì a scervellarmi dalla prima pagina sul presunto colpevole. Non mi piace leggere i libri con le note in calce, mi fanno perdere il filo e la pazienza.

Ma allora perchè mi stanno piacendo i libri che Hans Tuzzi (pseudonimo coltissimo del milanese Adriano Bon, “scrittore raffinato, dandy, bibliofilo, editore, autore di gialli di culto, come lo ha definito un popolare tabloid,) ha dedicato al personaggio di Neron Vukcic?

Perchè di “prequel” senza dubbio si tratta, essendo Neron niente altro che una versione giovanile del più celebre Nero Wolfe di Rex Stout. Nella trilogia a lui dedicata (Il Trio dell’arciduca, Il sesto Faraone, Al vento dell’Oceano) Tuzzi la mette a fuoco lentamente. Nel primo romanzo un giovanissimo Neron, già corpulento, già buongustaio, già amante delle camice e delle vestaglie giallo canarino, delle orchidee, e già terrorizzato dalla folle velocità delle automobili che si aggirano nelle strade d’Europa nel 1914, svolge incarichi come agente segreto imperialregio fino a intrecciare la sua attività, tra Istambul, Vienna, Trieste e Sarajevo, con i torbidi intrighi che porteranno, nel giugno di quell’anno, al fatale attentato.

Nel secondo Alessandria d’Egitto fa da esotico sfondo all’esistenza dorata di una comunità cosmopolita, decisa a vivere in tutti i sensi e con tutti i sensi un dopoguerra inquieto e irrisolto (siamo nel 1921), all’ombra delle piramidi e dei mercanteggiamenti segreti di reperti antichi, di droga e di armi. Il Neron di Tuzzi sta decisamente precipitando nella sua più classica silouette: sempre più monumentale ed ingordo, tracannatore di birra, attaccato al denaro, già deciso nella sua carriera di investigatore e già convinto che il suo futuro sarà altrove, all’ombra dei grattacieli del Nuovo Mondo.

Il terzo è un claustrofobico racconto ambientato nel 1926 su un lussuoso piroscafo in rotta per l’America e anche in questo caso i protagonisti sono esemplari del bel mondo opulento ed affaristico che incrocia i suoi destini tra Europa e Stati Uniti. Ormai Neron sa letteralmente dove sta andando, nella casa che il suo committente gli promette se avrà successo nello scovare l’ennesimo omicida, la brownstone al civico 454 della 35esima strada Ovest di New York. L’identificazione ormai è perfetta (o quasi), il ciclo può concludersi.

Sta di fatto che una certa atmosfera agathachristiana aleggia davvero in questo coltissime pagine, nonostante in uno dei volumi l’autore riservi un accenno un po’ beffardo all’allora esordiente autrice di “The Mysterious Affair at Styles”. Clienti d’alto bordo, alberghi e transatlantici di lusso, trame che miscelano sapientemente l'”alto” e il “basso” della storia, fascinose e dettagliate descrizioni ambientali, di piazze, strade, mercati, e molti obliqui ma non impenetrabili riferimenti alla storia vera, quella con la S maiuscola. Scrittura ricca, impeccabile.

Una avvertenza: se volete cimentarvi nella lettura tenete un iphone, un tablet o un computer a portata di mano. Perchè note non ce ne sono, ma in certi passaggi per capire parole e riferimenti (una marca di orologio, un tipo di seta, una citazione, un cibo certamente raffinatissimo ma del tutto enigmatico) ci vuole Google.

E adesso sono pronta per il primo, forse più noto “eroe” di Tuzzi, il commissario Norberto Melis.

Susanna Cressati


Libri cartacei, libri elettronici (e-book) e audio-libri: si può aprire il dibattito su chi si schiera a favore dell’uno o dell’altro. Personalmente credo che non ci debbano essere “schieramenti”, ma una convivenza utile perché l’importante è leggere. E poiché leggere è un bene comune è bene che tutti possano farlo. Perché abbiamo deciso di affrontare questo tema? Per due motivi: ci piace parlare di libri in tutte le loro forme e perché lo spunto è arrivato da una lettrice del blog, che ringraziamo, Elena Brescacin.

Ecco la lettera di Elena Brescacin che pubblichiamo.
“Stavo cercando in internet dei blog e community per poter avere notizie su questo genere letterario, la cui passione per me c’è stata da sempre, ma problemi oggettivi mi hanno costretto a reprimerla per diversi anni, infatti sono una persona non vedente dalla nascita e, mi potranno raccontare quello che vogliono i miei “colleghi” di disabilità ma è una tortura domandare in prestito degli audiolibri sui servizi appositi per disabili, libri letti da chissà chi, gente che manco sa leggere… per leggerti un’ultima uscita ti tocca aspettare il buon cristiano che lo legga e lo manda ai servizi di volontariato. Beh, anche no.
Finalmente da qualche anno sono usciti gli store digitali; certo la sintesi vocale dello smartphone non è il massimo per leggere, ma almeno sai che è una macchina e quando non capisci ti fermi e leggi riga per riga o attacchi il braille bluetooth e chiuso il discorso; però fino a pochi mesi fa, anche per leggere con lo smartphone, dovevo sempre mettermi in modalità aereo -ribattezzata modalità lettura-perché quando leggevo e arrivava una notifica, mi interrompeva la lettura, un po’ come quando sei concentrata a leggerti un bel libro in santa pace e ti arriva uno sbattendo la porta, stile Catarella del
commissario montalbano “la porta mi scappò!” e al chiunque che mi manda un whatsapp o un messaggio mentre leggo o peggio telefona, mio ragazzo compreso, gli avrei riservato lo stesso trattamento che Jeffrey Dahmer riservava ai ragazzi che incontrava. Giusto per dare l’idea.
Ecco: da febbrail 2017 finalmente è arrivato il parametro “screen reader supported” di kindle -che non è il text to speech “da testo a voce” è qualcosa di diametralmente opposto-, e finalmente col mio computer ultraportatile con windows 10, un miniPC da neanche cento euro, utilizzato solo come lettore, mi posso leggere quello che mi pare, dato che kindle con l’iphone non mi piace gran che, mi costringe a usare una voce che non voglio usare e a tenere sbloccato lo schermo mentre legge.
E a giugno mi sono pure fatta un regalo, un bel tablet fire 7, e adesso non c’è modalità aereo che tenga, perché il tablet è solo
lettore. E i segnalibri me li imposta in automatico così passo dal fire al mini pc e viceversa. E allora, finalmente, ho potuto andare in libreria sul kindle store e farmi una bella scorta di gialli; adesso ho in lista uno che si chiama “il figlio della notte”, di Maureen Jennings, più tutta la serie di Karin Slaughter, ma quella me la ha data un’amica in formato digitale solo testo.
Per fortuna ce ne sono diversi di libri in ebook, ma purtroppo non tutti lo sono, la comodità di avere in tasca una scatoletta rettangolare che ti può contenere più di mille libri è qualcosa che sognavo fin da quando ero piccolina e certi lussi non me li potevo permettere.
Ora, come tutti gli appassionati che si rispettino, sto davvero cercando delle realtà di blog e community per poter avere tutte le
novità in materia gialli e thriller, per potermi confrontare sui migliori, io per esempio sono più appassionata a quelli che coinvolgono medici legali o polizia scientifica, oppure i serial killer; quelli troppo psicologici che raccontano troppo quel che pensa questo o quello, o quelli di spionaggio, un po’ mi annoiano. Poi pure ho l’app good reads, anche là trovo abbastanza recensioni e roba buona!”

 


“Il bosco di Mila” di Irma Cantoni (Ed. Libro/mania) Brescia. Durante una gita nel bosco di Mompiano poche ore prima della notte di Santa Lucia, che qui ha molte tradizioni, viene rapita Mila una bambina nipote di Manlio Morlupo ricco ed influente personaggio della zona. Sparisce anche Xixi una compagna di classe di Mila. Le indagini vengono affidate al capo commissario Vittoria Troisi che si trova in questa ricca città perché vi è stata trasferita da Roma, sua citò natale, dopo un grave incidente. La donna, dalla personalità complessa in un ambiente che sente estraneo,  accetta l’incarico guidata dal suo fantasma e sempre con il giovane agente Mirko Rota.
Si scoprono così vicende torbide nella famiglia Morlupo e situazioni di vendette e rancori che risalgono addirittura alla seconda guerra mondiale e anche agli anni di piombo. Questo è il libro di Irma Cantoni “Il bosco di Mila”, un crescendo di colpi di scena ed emozioni che coinvolgono il lettore fino all’ultima pagina.


“Assassinio à la carte” è il titolo di un giallo tedesco scritto da Brigitte Glaser. Lasciata la Foresta Nera, Katharina è tornata a Colonia, dove l’avevamo incontrata per la prima volta, vi ricordate i tempi del Bue D’Oro? Be’, giorni lontani: ora Katharina la rossa ha un ristorante tutto suo, il Giglio Bianco, che fa arrivare sul tavolo dei suoi ospiti prodotti esclusivamente biologici e a km zero. Ma nonostante la passione e l’entusiasmo, non è che le cose vadano benissimo. Come se non bastasse, tra un cavolo e una vinagraitte, arriva puntuale il cadavere, tanto più mascherato da cannibale. Se ve lo stavate chiedendo, l’ostetrica Adela è sempre lì, accanto a lei. E aiuterà Katharina anche questa volta, alle prese con loschi e “turchi” affari un po’ più grossi del solito.

“Congratulazioni per il tuo ristorante!”
Non avrebbe potuto scegliere un momento peggiore.
“Domani chiudiamo.”

A Colonia, nel vivace quartiere turco di Mülheim, la cuoca Katharina ha aperto il suo primo ristorante. Il Giglio Bianco ha un lungo tavolo dove tutti i commensali mangiano assieme, incrociando brindisi, sguardi e, si spera, nuovi amori. Per raggiungerlo bisogna percorrere la Keupstraße, tra i vivaci colori delle spezie e la ferramenta del signor Özal che offre sempre il tè ai suoi clienti. Ma gli affari non vanno bene. Persino il carnevale sembra grigio quest’anno, e la cattedrale più minacciosa. Quando davanti all’ingresso del Giglio Bianco viene trovato il cadavere di un uomo mascherato da cannibale, le cose precipitano. A quanto pare, cercava di entrare nel suo locale. Questa volta però, oltre alla sua amica Adela, Katharina avrà dalla sua anche uno spassoso trio di ex poliziotti in pensione, che conoscono il quartiere turco e le sue storie come le proprie tasche. E del bel tenebroso Tyfun, ci si potrà fidare?

Brigitte Glaser è nata nella Foresta nera nel 1955 e vive da molti anni a Colonia. Oltre alle serie sulla cuoca Katharina Schweitzer e a quella precedente su due detective donne, Glaser ha pubblicato diversi libri per ragazzi. Questo è il terzo romanzo tradotto in italiano, dopo Delitto al pepe rosa (2015) e Morte sotto spirito (2016). Il suo romanzo Bühler Höhe (2016) ha scalato le classifiche in Germania.

“La prima donna ad entrare a far parte dell’olimpo letterario degli chef investigatori.” la Repubblica

“Unendo la passione per le trame noir con quella per la cucina la scrittrice tedesca ha tirato fuori una chef che si fa detective (brava ai fornelli come nelle indagini).” Amica

Traduzione dal tedesco di Alessandra Petrella. Emons: Gialli tedeschi. Uscita in libreria il 31 marzo


elena-e-sandraIl Club del Giallo dopo qualche problema “tecnico” è tornato in streaming su Piananotizie.it. Oggi 22 febbraio abbiamo parlato di serie tv (da quella che inizia stasera su RaiUno “la porta rossa” alle vecchie serie come Il Maresciallo Rocca, fino ai nuovi episodi del Commissario Montalbano) e poi, ovviamente anche di libri. Non solo. Abbiamo parlato anche dei nuovi appuntamenti del Club del Giallo alla Biblioteca CiviCa di Calenzano con il prossimo circolo di lettura che si terrà il 20 marzo alle 17.30 dedicato al libro di Gigi Paoli “Il rumore della pioggia”. Chi volesse partecipare può venire direttamente il 20 marzo oppure prenotare alla biblioteca la propria presenza.


libreriaAnche noi del Club del Giallo abbiamo il nostro “scaffale del libero scambio”. Grazie alle donazioni la parete a disposizione del Club ospita da oggi 15 settembre, una libreria riempita con pazienza e precisione da Sonia. Anche i libri ci sono stati donati. E quindi cosa possiamo dire se non ringraziare con tutto il cuore tutti coloro che ci hanno dato la possibilità di avere in dotazione una libreria con tanti libri. Dobbiamo ringraziare chi ci ha regalato la libreria e chi, di sera dopo una giornata di lavoro, l’ha montata. E poi tutti coloro che ci hanno donato i libri.

E adesso, direte, cosa succede? Beh, il Club mette a disposizione dei suoi soci i libri per essere presi in prestito, letti e per chi vorrà anche recensirli su questo blog.