Il blog degli amanti della letteratura gialla, noir e poliziesca

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Tutto dovrà risolversi in cinque round. Su un ring improvvisato all’interno di un hangar fatiscente si sta svolgendo un combattimento clandestino. Nessun colpo è escluso, nessuna regola può fermare i due avversari che puntano solo all’annientamento reciproco. Uno scontro definitivo tra due uomini costretti dalla vita e dalle circostanze a salire su quel quadrato e a combattersi senza pietà. Perché solo chi vincerà potrà tornare a casa. Contemporaneamente, un’altra battaglia, quella per il controllo dei traffici illeciti delle zone più ricche di Roma (il nord e il centro), sveglia la Capitale con un Capodanno di sangue. I titoli dei giornali lanciano la notizia che in città, in una sola notte, sono stati messi in fila undici cadaveri. Undici ammazzati.

La risposta dello Stato, con una raffica di arresti e l’annuncio della decapitazione del cartello criminale che controlla una grossa fetta della città, non convince però il commissario Avitabile: la faccenda non è chiusa. Sa che quella carneficina rappresenta solo il primo tempo di una guerra che ben presto insanguinerà l’intera Roma, trasformandola in terra di nessuno. Scandito dai ritmi del combattimento, evento in cui convergeranno i destini di tutti i protagonisti, Quinto round è il racconto di una guerra quotidiana, quella che viviamo ogni giorno nelle nostre città, combattuta in silenzio da personaggi non sempre limpidi, costretti a muoversi in bilico, lungo il confine ambiguo del legale e dell’illegale, del giusto e dello sbagliato e, in definitiva, del bene e del male.

Gianluca Ales (Roma, 1967), giornalista, è conduttore e inviato di SkyTg24. Nel corso degli ultimi anni ha coperto i principali conflitti in Medio Oriente e Asia: dall’Afghanistan al Libano, dalla Libia a Gaza, è specializzato in terrorismo islamico e scenari di crisi. Scandito dai ritmi del combattimento, evento in cui convergeranno i destini di tutti i protagonisti, Quinto round è il racconto di una guerra quotidiana, quella che viviamo ogni giorno nelle nostre città, combattuta in silenzio da personaggi non sempre limpidi, costretti a muoversi in bilico, lungo il confine ambiguo del legale e dell’illegale, del giusto e dello sbagliato e, in definitiva, del bene e del male.

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Vi sentite degli investigatori? Siete degli abili solutori di enigmi? Volete mettervi alla prova? Se la risposta è affermativa, allora “Gli omicidi dello Zodiaco” di Soji Shimada è il libro che fa per voi.

Pubblicato nel 1981, è stato tradotto in inglese solo nel 2014 ed  è stato pubblicato da Giunti nell’agosto di ques’anno.

Secondo The Guardian è al 2° posto tra i “gialli della camera chiusa”: il che è tutto dire, visto che, “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie è soltanto ottavo. Comunque, al di là delle classifiche, bisogna riconoscere che la costruzione di questo enigma è assolutamente geniale. La vicenda è ambientata in parte nel Giappone pre-bellico e in parte nel 1979, quando questo caso clamoroso di cronaca nera, che ha appassionato tantissime persone per più di quarant’anni, troverà la sua soluzione.

L’autore, fin dall’inizio, rende noto che farà conoscere al lettore tutti gli elementi che sono necessari per arrivare alle risposte, gli stessi di cui sono in possesso i due amici, investigatori per hobby, che sono i protagonisti del romanzo.

In una notte del 1936, un artista eccentrico e appassionato di astrologia, muore assassinato nel suo studio. Il mattino seguente, una delle figliastre, scopre il cadavere: ha la testa fracassata da un oggetto spuntato, che non si trova.

Nelle ore precedenti è nevicato, ma sull’uscio non ci sono impronte per terra. Ce ne sono invece, sia maschili che femminili, nei pressi di una delle finestre. Ovviamente la porta d’ingresso è chiusa dall’interno. Non solo: gli investigatori scoprono una specie di diario-testamento, in cui l’artista assassinato dice di voler compiere una serie di omicidi le cui vittime saranno le sue figlie e le sue nipoti.

Prendendo da ciascuna una parte del corpo, a seconda delle corrispondenze astrologiche, vuole creare una sorta di essere femminile perfetto, chiamato Azoth, riassemblando quanto amputato precedente dai cadaveri.

Incredibilmente, nei giorni successivi all’assassinio dell’artista, le sei ragazze vengono effettivamente uccise e i loro resti smembrati vengono ritrovati in diversi punti del Giappone. Chi ha portato a termine il folle piano dell’artista? Chi lo ha ucciso e perché? Nel 1979  due amici, uno dei quali è un astrologo di una certa fama nonché appassionato di enigmi, riprendono in mano la documentazione dell’indagine e tutto quanto è stato scritto e congetturato nel corso degli anni. Vuole essere un innocuo passatempo, ma ad un certo punto viene lanciata loro una sfida: devono risolvere il caso in 5 giorni, altrimenti dovranno restituire dei verbali e dei memoriali che rischiano di danneggiare l’onorabilità di un uomo importante, implicato solo marginalmente nella vicenda. I due accettano e uno di loro arriverà non solo a scoprire chi è l’autore dei delitti dello Zodiaco, ma anche come ha fatto l’assassino e qual era il movente!

Il tutto usando soltanto la propria intelligenza, arguzia e capacità deduttive. Non resta che cimentarvi e cercare di arrivare a trovare le risposte prima del protagonista. Io non ci sono riuscito.

 

Ps. L’unica difficoltà che il lettore deve affrontare all’inizio è quella di memorizzare i nomi giapponesi dei personaggi, ma a tale scopo c’è una legenda all’inizio, così come si trova un piccolo glossario finale con le parole nipponiche usate più di frequente.

Davide Savorelli

 


Certo ha il suo fascino, quell’alone del “tutto è possibile” sfornato negli anni Ottanta. Last cop, o meglio l’ultimo sbirro, oppure come dice il titolo originale tedesco Der letzte Bulle, è la serie Tv che piace a molti. Piacciono anche le repliche che in questo periodo sono su Rai Premium la sera del giovedì con tre eposodi a partire dalle 21.20. Allora vediamo cosa, secondo me, piace di Mick Brisgau, il protagonista della serie, l’ultimo sbirro, appunto. Piace il fascino degli anni Ottanta che Michael Brisgau ha, dovuto al fatto che lui nel 1988 era un ispettore caduto in coma in seguito ad un colpo di pistola alla testa. Si risveglia 20 anni dopo e torna in servizio al commissariato di Essen. Lui non è cambiato, ma il mondo intorno sì e così Mick inciampa in una realtà diversa dalla sua, da un modo di lavorare differente e si trova a confrontarsi e scontrarsi con le nuove tecnologie. Accanto a lui il partner il commissario Andreas Kringge è inizialmente in contrasto con le idee e il comportamento di Mick, tanto da litigare in più occasioni, ma con il passare del tempo diventano amici e Andreas inizia ad assumere alcune abitudini da Mick.

Last Cop è una serie tedesca, la prima serie è andata in onda in Germania nel 2010 e l’ultima, la quinta, nel 2014. In Italia la serie è arrivato nel 2012-2013 e si è conclusa nel 2015.

Qualche curiosità: Mick Brisgau è interpretato dall’attore tedesco Henning Baum, mentre Andreas Kringge da Maximillian Grill. Entrambi gli attori sono nati il 20 settembre (Baum nel 1972 e Kringge nel 1977). Brisgau è doppiato da Christian Iansante e Kringge da Marco Benvenuto. Nella serie Brisgau ha un rapporto difficile con la figlia Lisa che non ha visto crescere perché era in coma, è divorziato e si innamora della psicoterapeuta Tanja Haffner interpretata dall’attrice Proschat Madani e si confida con la barista Ushi interpretata da Tatjana Clasing. Nella serie la colonna sonora è ispirata agli anni Ottanta.


Il titolo è tutto un programma: “Varese non aver paura” ed è il nuovo libro edito da Fratelli Frilli di Laura Veroni.

Dopo il grande successo de “I delitti di Varese” (III edizione) torna in libreria la scrittrice rivelazione dello scorso anno per la Fratelli Frilli Editori. Torna anche la protagonista Elena Macchi, magistrato di Varese, donna dura e autoritaria, sicura e scrupolosa.

La storia. Un uomo tenta di avvicinare una ragazzina all’uscita della scuola. Un turpe episodio porta la Macchi ad avvicinarsi al difficile mondo degli adolescenti. Il ritrovamento del corpo senza vita di un uomo brutalmente ucciso, dopo essere stato torturato, darà il via ad una complessa indagine che assumerà presto risvolti sconvolgenti. La scrittrice ha una rara abilità narrativa, si ispira ad un maestro del giallo-horror come Dario Argento riuscendo a trasformare in film suspence la lettura dei suoi romanzi.

Curiosità. In onore del maestro Dario Argento, la parte finale del romanzo è ambientata nel celebre Grand Hotel Campo dei Fiori che ha dato vita ad alcune scene del remake del film Suspiria (attualmente in fase di realizzazione).

 


E’ uscito un nuovo libro giallo di Matteo Di Giulio. Si intitola “Indagine al Giambellino edito da Fratelli Frilli Editori. Ecco la storia. Un ex poliziotto condannato a vivere con un proiettile in testa, ma che grazie a quella ferita ha guadagnato le capacità di un mentalista. Un omicidio difficile da risolvere, in una Milano di periferia che annaspa tra passato e presente. Un giallo che si tinge di nero, scavando nei problemi di una città pronta a esplodere: un’indagine a metà tra Conan Doyle e Maurizio De Giovanni, con un pizzico di Gaber e di buon senso


Adesso parliamo di un ritorno in tv. Attesissimo ritorno quello di Cherif l’affascinante e impertinente ispettore francese. La serie è ambientata a Lione e questa sera 24 aprile alle 21 arriva la quarta stagione su Giallo Canale 38 del digitale terrestre. In Francia la quarta stagione è iniziata il 6 gennaio 2017 alle 20.55 su France 2. In Francia la terza serie di Cherif ha ragginto 4,36 milioni di spettatori pari al 18,3%.


“Assassinio à la carte” è il titolo di un giallo tedesco scritto da Brigitte Glaser. Lasciata la Foresta Nera, Katharina è tornata a Colonia, dove l’avevamo incontrata per la prima volta, vi ricordate i tempi del Bue D’Oro? Be’, giorni lontani: ora Katharina la rossa ha un ristorante tutto suo, il Giglio Bianco, che fa arrivare sul tavolo dei suoi ospiti prodotti esclusivamente biologici e a km zero. Ma nonostante la passione e l’entusiasmo, non è che le cose vadano benissimo. Come se non bastasse, tra un cavolo e una vinagraitte, arriva puntuale il cadavere, tanto più mascherato da cannibale. Se ve lo stavate chiedendo, l’ostetrica Adela è sempre lì, accanto a lei. E aiuterà Katharina anche questa volta, alle prese con loschi e “turchi” affari un po’ più grossi del solito.

“Congratulazioni per il tuo ristorante!”
Non avrebbe potuto scegliere un momento peggiore.
“Domani chiudiamo.”

A Colonia, nel vivace quartiere turco di Mülheim, la cuoca Katharina ha aperto il suo primo ristorante. Il Giglio Bianco ha un lungo tavolo dove tutti i commensali mangiano assieme, incrociando brindisi, sguardi e, si spera, nuovi amori. Per raggiungerlo bisogna percorrere la Keupstraße, tra i vivaci colori delle spezie e la ferramenta del signor Özal che offre sempre il tè ai suoi clienti. Ma gli affari non vanno bene. Persino il carnevale sembra grigio quest’anno, e la cattedrale più minacciosa. Quando davanti all’ingresso del Giglio Bianco viene trovato il cadavere di un uomo mascherato da cannibale, le cose precipitano. A quanto pare, cercava di entrare nel suo locale. Questa volta però, oltre alla sua amica Adela, Katharina avrà dalla sua anche uno spassoso trio di ex poliziotti in pensione, che conoscono il quartiere turco e le sue storie come le proprie tasche. E del bel tenebroso Tyfun, ci si potrà fidare?

Brigitte Glaser è nata nella Foresta nera nel 1955 e vive da molti anni a Colonia. Oltre alle serie sulla cuoca Katharina Schweitzer e a quella precedente su due detective donne, Glaser ha pubblicato diversi libri per ragazzi. Questo è il terzo romanzo tradotto in italiano, dopo Delitto al pepe rosa (2015) e Morte sotto spirito (2016). Il suo romanzo Bühler Höhe (2016) ha scalato le classifiche in Germania.

“La prima donna ad entrare a far parte dell’olimpo letterario degli chef investigatori.” la Repubblica

“Unendo la passione per le trame noir con quella per la cucina la scrittrice tedesca ha tirato fuori una chef che si fa detective (brava ai fornelli come nelle indagini).” Amica

Traduzione dal tedesco di Alessandra Petrella. Emons: Gialli tedeschi. Uscita in libreria il 31 marzo