Il blog degli amanti della letteratura gialla, noir e poliziesca

Ci sono libri che sconfiggono l’afa e ti costringono a farne un sol boccone. E’ il caso del romanzo di Mario Mazzanti Non uccidere (Newton Compton, 2015). Mazzanti ha scritto alcuni gialli che hanno avuto un notevole riscontro di pubblico; poi con Un giorno perfetto per uccidere, pubblicato presso Newton Compton, c’è stato un grande e meritato successo. In questo romanzo ricompaiono i personaggi del commissario Sensi e dello psichiatra Claps alle prese con uno spaventoso serial killer, che manifesta molteplici “personalità”. Siamo di fronte dunque a quello che, con un’ etichetta sbrigativa, potremmo definire uno psico-thriller, ma Mazzanti dà parecchi punti a tanti cervellotici, involuti best seller d’oltreoceano. Basta considerare come costruisce la figura dell’assassino Giacomo Riondino: con plausibilità dal punto di vista medico e criminologico e con una formidabile ispirazione narrativa. Riondino, e i suoi tremendi “caratteri” che affiorano ora in competizione ora in micidiale sinergia , inscena un teatro dell’orrore che lascia il segno. Aggiungiamo che, pochi giorni fa, è stato riproposto dalla collana noir de “La Repubblica” Il sogno di volare di Carlo Lucarelli. Anche qui troviamo la protagonista, l’ispettrice Grazia Negro, che si imbatte in un caso di personalità multipla, ma la situazione prende una direzione completamente diversa rispetto  a Non uccidere. E in ogni caso ci sentiamo di dire  che Mazzanti esce assolutamente a testa alta da un possibile confronto.mazzanti nono uccidere.jpg



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