Il blog degli amanti della letteratura gialla, noir e poliziesca

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C’è chi ama mangiare in silenzio, chi si arrangia come può, c’è poi chi preferisce sedere ad un tavolo e degustare la cucina tradizionale con lentezza, chi, invece, si accorge solo quando torna a casa di avere il frigo vuoto. Come si alimentano i detective dei romanzi polizieschi? Beh, c’è chi lo fa con gusto come Montalbano, Maigret, Nero Wolfe, Soneri o come Pepe Carvalho, chi per necessità come Rocco Schiavone che trasferito ad Aosta è alla ricerca del tramezzino perfetto, chi non ci fa caso e beve solo caffè nonostante la sua colite come l’ispettore Sarti oppure l’ispettore Coliandro che quando torna a casa si trova sempre con la pizza surgelata da scaldare. Molti di loro, i detective, amano mangiare, ma di certo tutti loro non ingrassano. E’ il bello di essere un personaggio di carta, ahimè! Di cosa mangiano, e di quanto mangiano, i detective dei romanzi gialli ne abbiamo parlato sabato 22 luglio alla Festa sociale di Carraia insieme a Riccardo Parigi che ha tracciato un simpaticissimo riassunto dei gusti alimentari del Commissario Montalbano e poi ci ha raccontato curiosità e aneddoti sui diversi personaggi polizieschi italiani, mentre Stefano Innocenti, medico di base, ha analizzato l’alimentazione dei detective più famosi dei romanzi gialli e ci ha fornito informazioni su una corretta alimentazione.

Mentre il Club del Giallo parlava di alimentazione, la Festa sociale ha preparato un gustoso menù ispirato a Montalbano con arancini e pasta alle sarde.

 


A Rocco Schiavone (il vice questore creato da Anotnio Manzini) piacciono i tramezzini, ma non quelli che si trovano ovunque, quelli veri, quelli che si trovano a Roma; Montalbano è un buongustaio e ama cibarsi di piatti a base di pesce gustandoli in silenzio, mentre Pepe Carvalho è un vero chef, e poi c’è quel gourmet di Nero Wolfe per il quale il momento del pasto è un rito da consumare con lentezza, per l’Ispettore Antonio Sarti (creato da Loriano Macchiavelli) l’essenziale è che ci sia il caffè che consuma senza risparmiarsi e senza curarsi della colite, mentre Petra Delicado ama sorseggiare buon vino quando torna a casa, Maigret, invece, ha la fortuna di avere in cucina la signora Maigret che cucina deliziosi manicaretti e poi c’è Sherlock Holmes che, beh, lui non mangia mai! Insomma i personaggi, i detective, dei libri gialli, soprattutto quelli di ultima generazione amano stare gustare il cibo. “In cucina con i detective: da Maigret a Montalbano” è il titolo dell’incontro organizzato dal Club del Giallo proposto sabato 22 luglio alle 21 alla Festa sociale di Carraia a Calenzano. Saranno presenti: il medico Stefano Innocenti e gli scrittori Riccardo Parigi e Nicola Ronchi intervistati da Elena Andreini e Sandra Nistri.

La scorsa settimana, il 15 luglio, il Club del Giallo è stato ospite della Festa sociale di Carraia per parlare di Giallo di provincia: il territorio raccontato dalle storie poliziesche. Un incontro al quale hanno partecipato gli scrittori Luigi Bicchi, Filippo Canali e Davide Savorelli. Nella serata è stata analizzata la capacità della letteratura poliziesca di raccontare il territorio, soprattutto quello della provincia, e di come attraverso la storia “gialla” si riesca a mostrare quegli aspetti apparentemente nascosti presenti nei territori meno conosciuti, ma anche come grazie al racconto di genere alcuni luoghi poco frequentati sono diventati mete di turisti. E’ il caso di Camilleri che con il Commissario Montalbano e la sua immaginaria Vigata ha portato molti turisti a Porto Empedocle e nella provincia di Ragusa dove è stata girata la fiction oppure il caso di Pineta, altro luogo immaginario, dove Malvaldi ha ambientato le storie dei “vecchietti detective” e che corrisponde a Vecchiano. Insomma i gialli possono diventare anche guide turistiche per la promozione del territorio.


Anche i libri Gialli hanno la colonna sonora. Musica. Musica di tutti i tipi per tutti i gusti dei detective e dei protagonisti dei romanzi polizieschi. Basti pensare a Sherlock Holmes che suona il violino e pensa, analizza, deduce, risolve i “casi”, e poi si continua con gli altri e sono molti da Santo Piazzese e il suo Lorenzo La Marca che ascolta il jazz, oppure all’Alligatore il personaggio creato da Massimo Carlotto che suona e ascolta il blues. Ma la musica è protagonista anche del romanzo di Maurizio de Giovanni, “Il senso del dolore. L’ivnerno del Commissario Ricciardi” e anche di “Serenata senza noma”, oppure Alessandro Robecchi e il suo Carlo Monterossi appassionato di Bob Dylan e di innumerevoli altri autori. Della musica nei libri Gialli ne abbiamo parlato al Club del Giallo in streaming e su Youtube perchè alla musica è dedicato il concorso letterario del Club del Giallo “Giallo fiorentino. Dedicato a Luca Bandini” che si chiude il 31 luglio.


Il concorso del Club del Giallo “Giallo fiorentino. Dedicato a Luca Bandini” è approdato su Tvl Pistoia, domenica 2 luglio e per questo ringraziamo l’associazione Giallo Pistoia per l’invito. Siamo stati ospiti della trasmissione Giallo Pistoia condotta da Stefano Fiori e Giuseppe Previti per parlare del Club del Giallo e del concorso Giallo fiorentino, lo ha fatto in modo perfetto come sempre Sonia Scartabelli che ha letto la presentazione che lei stessa ha scritto al libro di suo marito Luca Bandini. La trasmissione viene riproposta questa sera sempre su Tvl.


Si chiama semplicemente “giallonero” e contiene di per sé una dichiarazione d’intenti, la collana della casa editrice Bonfirraro, rilanciata durante l’edizione 2017 del Salone del Libro di Torino, che vuole accogliere le molteplici sfumature del mystery, dal thriller al noir, e che adesso conta di affermarsi nell’ampio panorama della letteratura cosiddetta gialla.

Tre sono i romanzi entrati finora, e quasi contemporaneamente, a pieno titolo nella collana. Si tratta di “Tende rosse” di Angelo Agnello, “Il diario Lombroso e il killer dei musei” di Enzo Orlando, “La ragnatela del potere” di Jim Tatano, cui si aggiunge un numero uno, “Giovinezza letale” di Nunzia Ruvio, un bel racconto di successo pubblicato nel 2009. Estremamente diversi per stile e linguaggio narrativo, gli autori sono stati selezionati per le rispettive capacità di storytelling: la loro scrittura, come l’imbastitura di una tela, tra l’ordito e la trama, avviluppa il lettore e lo costringe a rimanere saldamente sulla storia, spesso col fiato sospeso, fino all’ultima parola.

Non un tentativo di affollare la già densissima geografia noir, quindi, ma di selezionare titoli che rispondano a criteri narratologici ben precisi e che appartengano al filone nazionale del giallo sociale. Bonfirraro è, infatti, pronto a scommettere su una schiera di giallisti in ogni angolo d’Italia che possano servirsi della propria vena letteraria per intrecciare il personale e il politico, indagare su pezzi di storia d’Italia, e in particolar modo di quella Meridionale, avvolti ancora da troppi misteri con l’ansia di rivolta e riscatto, e fare emergere brandelli di memoria e di vissuto tragico o comunque borderline, con denunce e ritratti a tinte fosche della realtà quotidiana.

«Pensiamo alla nuova collana – dichiara l’editore –  come un contenitore di vizi e virtù umane, violenze, indagini, tensioni sciolte e vivaci che si facciano leggere piacevolmente, ma che non rinuncino alle raffinatezze di lingua e di stile. I personaggi che stanno cominciando ad abitarla, forse in quanto specchio dell’intima essenza dei loro autori, nutrono un atteggiamento sostanzialmente critico dell’ordine costituito, stigmatizzandone, anche se cautamente, le debolezze, le ipocrisie e le perversioni».

Se Giovanni, il giovane protagonista di “Tende rosse”, infatti, è spinto da un fortissimo sentimento di ribellione alla cultura mafiosa a Palermo, nella nebbia fitta di Torino il commissario Moretti de “Il diario Lombroso e il killer dei musei”, si ritroverà a indagare su uno spietato assassino che si aggira indisturbato per la città con le mani sporche di sangue. A Roma, invece, Davide Majorana de “La ragnatela del potere” rischia di rimanere imbrigliato tra le nervature di una struttura sociale intrigata e misteriosa, massonica e oscura, in cui non esistono certezze.

Si tratta di personaggi reali, spuntati a tutto tondo, ai quali i rispettivi creatori, come novelli demiurghi, hanno regalato anche spessori psicologici non indifferenti.

Non è un caso, infine, che la terna  sia ambientata in alcune delle città più belle e affascinanti d’Italia: «pensiamo che le ambientazioni siano il nucleo centrale di ogni titolo noir – continua l’editore – la bellezza del Bel Paese è così estrema che è lecito ipotizzare a un gioco di apparenze ingannevoli: il nostro giallo, seguendo un noto imperativo sciasciano, vuole essere l’illusione da parte dell’uomo di restituire ordine al caos».


Tra appassionati di libri gialli si sa si cerca di collaborare. Ed è quanto sta accadendo tra il Club del Giallo e Giallo Pistoia l’associazione pistoiese più “anziana” della nostra. La collaborazione è iniziata da un po’ di tempo e proprio ieri si è concretizzata in un nuovo rapporto di amicizia e scambio di informazioni: Sonia del Club del Giallo è stata ospite della trasmissione Giallo Pistoiese di Tvl per registrare la trasmissione che andrà in onda sulla tv pistoiesa domenica 25 giugno alle 17. Poi ci saranno le repliche. Sonia ha ricordato come è nato il Club del Giallo e il terzo concorso Giallo fiorentino dedicato a Luca Bandini la cui scadenza è il 15 luglio. Buona visione!


Il Club del Giallo è stato ospite venerdì 16 giugno de “Il tè del venerdì” il programma in streaming promosso da Sesto Tv e Piananotizie. Negli studi di Sesto Tv insieme all’assessore Massimiliano Kalmeta, non in veste di assessore, ma di appassionato lettore di gialli, abbiamo parlato delle nuove uscite in libreria e delle serie Tv.

Per chi si è perso la trasmissione, la può rivedere qui