Il blog degli amanti della letteratura gialla, noir e poliziesca

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Oltre 1.900.000 spettatori (8.1% di share) hanno visto ieri sera, venerdì 13 ottobre, la nuova serie “L’Ispettore Coliandro – Il Ritorno 2” su RaiDue e tra questi c’ero anch’io! E come avrei potuto perdermi Coliandro? La serie tv che mi piace di più in assoluto, il personaggio più amato anche se diverso dai libri di Lucarelli. Sì, certo lo sapete che l’Ispettore Coliandro è un personaggio nato dalla penna di Carlo Lucarelli ed è lo stesso scrittore che cura (benissimo) le serie tv insieme alla fantastica regia dei Manetti Bros. e alla perfetta (e irresistibile) interpretazione di Giampaolo Morelli. Un gruppo eccellente che produce una fiction di alto livello. Una serie ironica, irriverente, da non perdere e bene lo sanno gli spettatori che ieri l’hanno seguita. L’imbranato e sfortunato Ispettore Coliandro si è trovato a risolvere il caso (anche se gli elogi li prenderanno altri) di combattimenti clandestini in un vecchio palazzo nella campagna bolognese. Coliandro si trova a sua insaputa, come sempre, di fronte a quello che per un giornalista sarebbe la “notizia” ma non viene mai preso sul serio. La prima serie di Coliandro è andata in onda il 24 agosto 2006. La prossima puntata sarà venerdì 20 ottobre dal titolo “Partita speciale”.

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Tutto dovrà risolversi in cinque round. Su un ring improvvisato all’interno di un hangar fatiscente si sta svolgendo un combattimento clandestino. Nessun colpo è escluso, nessuna regola può fermare i due avversari che puntano solo all’annientamento reciproco. Uno scontro definitivo tra due uomini costretti dalla vita e dalle circostanze a salire su quel quadrato e a combattersi senza pietà. Perché solo chi vincerà potrà tornare a casa. Contemporaneamente, un’altra battaglia, quella per il controllo dei traffici illeciti delle zone più ricche di Roma (il nord e il centro), sveglia la Capitale con un Capodanno di sangue. I titoli dei giornali lanciano la notizia che in città, in una sola notte, sono stati messi in fila undici cadaveri. Undici ammazzati.

La risposta dello Stato, con una raffica di arresti e l’annuncio della decapitazione del cartello criminale che controlla una grossa fetta della città, non convince però il commissario Avitabile: la faccenda non è chiusa. Sa che quella carneficina rappresenta solo il primo tempo di una guerra che ben presto insanguinerà l’intera Roma, trasformandola in terra di nessuno. Scandito dai ritmi del combattimento, evento in cui convergeranno i destini di tutti i protagonisti, Quinto round è il racconto di una guerra quotidiana, quella che viviamo ogni giorno nelle nostre città, combattuta in silenzio da personaggi non sempre limpidi, costretti a muoversi in bilico, lungo il confine ambiguo del legale e dell’illegale, del giusto e dello sbagliato e, in definitiva, del bene e del male.

Gianluca Ales (Roma, 1967), giornalista, è conduttore e inviato di SkyTg24. Nel corso degli ultimi anni ha coperto i principali conflitti in Medio Oriente e Asia: dall’Afghanistan al Libano, dalla Libia a Gaza, è specializzato in terrorismo islamico e scenari di crisi. Scandito dai ritmi del combattimento, evento in cui convergeranno i destini di tutti i protagonisti, Quinto round è il racconto di una guerra quotidiana, quella che viviamo ogni giorno nelle nostre città, combattuta in silenzio da personaggi non sempre limpidi, costretti a muoversi in bilico, lungo il confine ambiguo del legale e dell’illegale, del giusto e dello sbagliato e, in definitiva, del bene e del male.


Vi sentite degli investigatori? Siete degli abili solutori di enigmi? Volete mettervi alla prova? Se la risposta è affermativa, allora “Gli omicidi dello Zodiaco” di Soji Shimada è il libro che fa per voi.

Pubblicato nel 1981, è stato tradotto in inglese solo nel 2014 ed  è stato pubblicato da Giunti nell’agosto di ques’anno.

Secondo The Guardian è al 2° posto tra i “gialli della camera chiusa”: il che è tutto dire, visto che, “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie è soltanto ottavo. Comunque, al di là delle classifiche, bisogna riconoscere che la costruzione di questo enigma è assolutamente geniale. La vicenda è ambientata in parte nel Giappone pre-bellico e in parte nel 1979, quando questo caso clamoroso di cronaca nera, che ha appassionato tantissime persone per più di quarant’anni, troverà la sua soluzione.

L’autore, fin dall’inizio, rende noto che farà conoscere al lettore tutti gli elementi che sono necessari per arrivare alle risposte, gli stessi di cui sono in possesso i due amici, investigatori per hobby, che sono i protagonisti del romanzo.

In una notte del 1936, un artista eccentrico e appassionato di astrologia, muore assassinato nel suo studio. Il mattino seguente, una delle figliastre, scopre il cadavere: ha la testa fracassata da un oggetto spuntato, che non si trova.

Nelle ore precedenti è nevicato, ma sull’uscio non ci sono impronte per terra. Ce ne sono invece, sia maschili che femminili, nei pressi di una delle finestre. Ovviamente la porta d’ingresso è chiusa dall’interno. Non solo: gli investigatori scoprono una specie di diario-testamento, in cui l’artista assassinato dice di voler compiere una serie di omicidi le cui vittime saranno le sue figlie e le sue nipoti.

Prendendo da ciascuna una parte del corpo, a seconda delle corrispondenze astrologiche, vuole creare una sorta di essere femminile perfetto, chiamato Azoth, riassemblando quanto amputato precedente dai cadaveri.

Incredibilmente, nei giorni successivi all’assassinio dell’artista, le sei ragazze vengono effettivamente uccise e i loro resti smembrati vengono ritrovati in diversi punti del Giappone. Chi ha portato a termine il folle piano dell’artista? Chi lo ha ucciso e perché? Nel 1979  due amici, uno dei quali è un astrologo di una certa fama nonché appassionato di enigmi, riprendono in mano la documentazione dell’indagine e tutto quanto è stato scritto e congetturato nel corso degli anni. Vuole essere un innocuo passatempo, ma ad un certo punto viene lanciata loro una sfida: devono risolvere il caso in 5 giorni, altrimenti dovranno restituire dei verbali e dei memoriali che rischiano di danneggiare l’onorabilità di un uomo importante, implicato solo marginalmente nella vicenda. I due accettano e uno di loro arriverà non solo a scoprire chi è l’autore dei delitti dello Zodiaco, ma anche come ha fatto l’assassino e qual era il movente!

Il tutto usando soltanto la propria intelligenza, arguzia e capacità deduttive. Non resta che cimentarvi e cercare di arrivare a trovare le risposte prima del protagonista. Io non ci sono riuscito.

 

Ps. L’unica difficoltà che il lettore deve affrontare all’inizio è quella di memorizzare i nomi giapponesi dei personaggi, ma a tale scopo c’è una legenda all’inizio, così come si trova un piccolo glossario finale con le parole nipponiche usate più di frequente.

Davide Savorelli

 


“Il Giallo in bianco e nero” è il primo di tre incontri che il Club del Giallo terrà alla Biblioteca di Signa (Firenze) nel mese di ottobre, mese dedicato alle biblioteche. Il programma della biblioteca signese si intitola “Ma dove? In biblioteca”. Il primo incontro del Club del Giallo è il 6 ottobre alle 18.30 alla Biblioteca Boncompagno da Signa, Elena Andreini e Sandra Nistri parleranno dei classici della letteratura gialla (da Chesterton a Rex Stout a Simenon) con letture e curiosità sulle trasposizioni televisive di ieri e di oggi. Insieme a Sandra ed Elena c’è anche la Chef Sabrina Caterina Rossello che proporrà una ricetta di dolcetti ispirati alle letture, dolcetti che verranno offerti ai partecipanti.

Il secondo incontro è il 13 ottobre alle 21.15 dal titolo “A tavola con Montalbano e gli altri detective” letture e curiosità con la presenza di un medico che commenterà i tipi di alimentazione dei personaggi protagonisti dei gialli (Carvalho, Montalbano, Coliandro, Schiavone…) a cura di Riccardo Parigi.

Il terzo incontro è il 20 ottobre alle 18.30 con “Il giallo a colori” incontri finale dedicato ai gialli “particolari” che scivolano in altri generi letterari come i vecchietti-detective di Malvaldi o le storie di Alice Allevi della scrittrice Alessia Gazzola.

 


È aperto il contest per scrittori “Assassini in divisa” organizzato dalla community italiana di scrittori e lettori Sai scrivere in collaborazione con ThrillerNord e l’editore Marsilio. 

Chi desidera partecipare può pubblicare il proprio racconto inedito sul sito www.saiscrivere.it.

Ogni racconto deve essere di genere thriller e avere come tema “Assassini in divisa”; il racconto presentato dovrà essere in lingua italiana e non superare le 30.000 battute.

La giuria, composta dalla redazione della community, alcuni membri della redazione di Thriller Nord e l’autrice di thriller, Katia Tenti, decreterà la classifica dei 15 vincitori del contest entro il 15 ottobre.

Al primo classificato andrà una copia omaggio del libro “Nessuno muore in sogno” di Katia Tenti e altri tre titoli Marsilio, per un totale di 4 romanzi. Ai primi tre classificati la possibilità di spendere buoni gratuiti nell’acquisto di servizi e corsi di formazione sul sito. I primi quindici vedranno i loro racconti pubblicati in e-book. 

La giuria determinerà una classifica basandosi sulla propria sensibilità artistica, in considerazione della qualità dello scritto, del valore di contenuti, della forma espositiva e delle emozioni suscitate.

Avrà una parte importante nel giudizio della giuria la capacità virale del racconto (anche su Facebook e Twitter). C’è tempo fino al 30 settembre per partecipare (termine soggetto a proroghe nel caso non si raggiungesse il numero minimo).

La community di Sai Scrivere

Sai Scrivere è la community italiana degli scrittori e dei lettori.

Su Sai Scrivere puoi creare il tuo profilo, pubblicare le tue opere, seguire le storie altrui e interagire con gli altri lettori-scrittori.

Da lettore, puoi selezionare i generi che preferisci e salvare nella tua biblioteca le storie e gli autori che ti sono piaciuti di più e che vuoi continuare a seguire, ricevendo gli aggiornamenti.

Da scrittore, puoi pubblicare le tue opere e farti seguire. Vuoi scrivere un romanzo storico? Un

racconto breve? Un articolo-recensione su un libro letto? Crea il tuo contenuto(puoi personalizzare il testo con alcune possibilità grafiche) e fatti leggere dalla community.

Inoltre su Sai scrivere puoi seguire gli eventi più vicini a te, rimanere aggiornato sui tuoi autori preferiti, sui libri e le fiere dedicate al mondo editoriale, ricevere utili consigli di scrittura dalla redazione.Nella sezione eventi del sito potrai sempre sapere se c’è qualche festa a cui proprio non puoi mancare!

Per info: http://saiscrivere.it/contest-assassini-in-divisa/


La prima edizione del Premio Giallo d’aMare è andato allo scrittore Massimo Carlotto, premio alla carriera a Barbara Baraldi e premio esordiente a Pasquale Sgrò. La serata si è tenutal’8 settembre a Camaiore, al teatro dell’Olivo. Il Premo Giallo d’aMare è stato voluto e organizzato dall’associazione albergatori, balneari e commercianti (ABC) di Lido di Camaiore col patrocinio del Comune di Camaiore.

“Scrittore attento e partecipe alle vicende del suo tempo, protagonista, talvolta involontario, delle cronache italiane e non solo, osservatore e sagace commentatore della storia contemporanea, con le sue opere offre uno spaccato della società italiana degli ultimi quarant’anni e si colloca così come testimone di un’epoca di grandi cambiamenti da un punto di vista personale, disincantato e critico”. Questa la motivazione per il premio a Massimo Carlotto, intervistato sul palco dal duo di conduttori formato da Giuseppe Previti e Cristina Bianchi e premiato dalla presidente degli albergatori di Lido Maria Bracciotti.

E’ parsa molto emozionata e orgogliosa del premio anche Barbara Baraldi, premiata dal presidente dei balneari di Lido Luca Petrucci. Per lei un premio alla carriera “nel decennale dalla pubblicazione del suo primo romanzo a conferma di una scrittrice e sceneggiatrice versatile, che spazia dal thriller al fantasy, rivelando una particolare attenzione verso le giovani generazioni; un riconoscimento alla sue indiscusse doti di narratrice e attenta osservatrice del lato più oscuro dell’animo umano”.

I due scrittori hanno raccontato retroscena e aneddoti dei loro libri e dei loro personaggi più celebri, incuriosendo il pubblico che ha riempito la sala del teatro. Tra i premiati anche Pasquale Sgrò, come autore esordiente, e i ragazzi vincitori del concorso letterario organizzato dalle scuole Giorgio Gaber di Lido di Camaiore: Viola Angeli, Margherita Montanari, Virginia Benat Price e Emanuela Bonuccelli. Molto apprezzati dai presenti anche gli interventi delle responsabili della biblioteca comunale di Camaiore, di Erika Pucci (curatrice della rassegna “Libri al Lido”) e gli intermezzi musicali della cantante Martina Bacci. Presente in rappresentanza dell’amministrazione comunale il consigliere comunale Gloria D’Alessandro: “E’ molto importante – ha rimarcato – che Abc abbia deciso di investire sulla cultura, proponendo una bella rassegna di gialli e noir in estate. Ed importante anche aver dato vita ad un Premio dedicato a questo filone”.

L’evento è stato possibile grazie all’apporto di diversi sponsor: Autocarrozzeria Giovannelli, Cartoleria Ricevitoria L’Arcobaleno, Tabarrani Oreficeria, hotel Bixio e osteria Cicca.


In una Roma meno conosciuta, meno turistica, in una fine estate caratterizzata da pioggia ininterrotta, viene scoperto il cadavere di una donna. Chi l’ha uccisa ha fatto un lavoro meticoloso, quasi chirurgico come per mettere in scena lo spettacolo della morte. E’ il libro di Mirko Zilahy “E’ così che si uccide”.

Viene incaricato il commissario Enrico Mancini, persona alquanto fragile per un lutto gravissimo che non lo fa quasi respirare, ma qualificato ed esperto di delitti seriali. All’inizio rifiuta anche se dentro di sé sa che si trovano davanti ad un killer difficile da capire e trovare perché abilissimo nel colpire e fare scoprire anche i cadaveri che seguiranno.
Mancini si trova poi invischiato in questa lotta contro l’assassino e contro i suoi fantasmi tanto da sembrare alla fine soggiogato.
“Perché ci affanniamo tanto? Per distrarci dal pensiero della morte… e la speranza, il pensiero del domani è una deroga alle nostre distrazioni quotidiane. Non possiamo permettercelo. E’ pericoloso. La speranza è il senso del dopo. Siamo dei sopravviventi. Ci troviamo in questo perenne stato di attesa. Attesa del nulla.”
Ma nonostante  cerchi di abbandonare la caccia Mancini, con pochissimi colleghi che si è scelto personalmente, riuscirà a scoprire quale è il fine del killer.
Libro molto interessante con momenti di grande tensione e carico di profonde riflessioni, proprio a confermare che anche un genere “giallo” permette di affrontare temi di estrema profondità.