Il blog degli amanti della letteratura gialla, noir e poliziesca

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Sabato 16 dicembre a partire dalle ore 20 nell’Agriturismo La Bacca Blu di Bricherasio (To) in Strada Rivà 31, con prenotazione obbligatoria allo 0121-598647, dopo il successo di settembre si replica con una nuova Cena con delitto a cura del Circolo Artistico e Letterario Hogwords. Per ulteriori info http://hogwordsblog.wordpress.com

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Un incidente stradale, una persona uccisa, un giovane alla guida dopo aver ingerito alcol e pillole. E’ la notte dell’ultimo dell’anno in una città semivuota e intenta a divertirsi nei palazzi e nei locali. Il fatto accade e da lì una catena di eventi che unisce cinque persone intrecciando in meno di 24 ore i loro destini. Tragici. Poco meno di 150 pagine di tensione per raccontare cinque persone diverse tra loro incrociate da un attimo di disattenzione, da un tragico evento, cinque punti di vista differenti, cinque persone che si trovano, per caso (per caso?) nel momento sbagliato nel posto sbagliato. E’ questo il libro di esordio di Francesca Magrini “Destini” edito da La Signoria Editore presentato ieri, 11 dicembre alla biblioteca CiviCa di Calenzano da parte del Club del Giallo. La storia si svolge tra la fine dell’anno e il 1 gennaio. I cinque personaggi sono: Edo un giovane di buona famiglia che nella notte di San Silvestro uccide in un incidente stradale uno straniero senza fissa dimora, Giovanni, il padre del giovane, ricco e potente che con i suoi legami segreti riesce ad aiutare il figlio, Enrico un 45enne con due divorzi alle spalle, tre lavori, rissoso con la vita, Albert tedesco, senza fissa dimora e La Voce un misterioso personaggio a metà tra la spy story e la cattiva coscienza. Un giallo che lascia senza fiato fino all’ultima pagina, con un finale a sorpresa.


Arriva in libreria la quarta indagine dell’investigatore privato Galeazzo Trebbi. “Il bibliotecario di via Gorki” è la nuova avventura dell’investigatore Trebbi creato dalla penna di Massimo Fagnoni (Fratelli Frilli editori). La trama. La scomparsa di un ambulante nordafricano sembra non interessare a nessuno. Solo il bibliotecario di via Gorki se ne preoccuperà dando l’allarme che sarà raccolto dall’investigatore Galeazzo Trebbi che con l’aiuto della polizia porteranno l’indagine verso verità nascoste tra le pieghe di una città annoiata e fredda dove nessuno è davvero innocente e nulla è realmente come appare. Dopo il buon successo di “Bologna non c’è più’ ” e “Il giallo di Caserme Rosse” Massimo Fagnoni spinge la narrazione e il suo protagonista in territori attuali e scomodi di disagio, emarginazione, odio e razzismo.


Annunciamo a tutti i nostri amici e appassionati di Gialli, Noir, Thriller e tutte le sfumature di questo genere letterario (e soprattutto agli innamorati dei libri) che il Club del Giallo ha un suo spazio online grazie a SestoTv. La trasmissione (negli studi di Sesto Tv a Colonnata) si chima Giallo e Nero, tanto per non smentirci ed è dedicato agli autori locali, alle novità letterarie, a quelle televisive e non solo. Chi vorrà partecipare alla trasmissione potrà contattarci: clubdelgiallo@gmail.com. Potrà venire a parlare con noi di libri, cinema e tv. Intanto la prima trasmissione è già online con gli ospiti: Davide Savorelli e Luigi Bicchi che presentano  i loro libri.


Non è facile, dal punto di vista narrativo, partire da situazioni immerse completamente nella dimensione del “quotidiano” e trasformarle, nel giro di poche pagine, in vicende cariche di estrema tensione e drammaticità. Non è facile, ma Donatella Fabbri ci riesce in questa raccolta di racconti intitolata Appuntamenti al buio. Storie di ordinaria follia (Apice Libri 2017). Ordinarie sono le vite dei protagonisti di questi testi, in apparenza destinate a svilupparsi senza scosse, sotto il segno di un’assoluta “normalità”. Ma solo in apparenza: a volta basta un innesco banale, un fatto imprevisto o mal calcolato per mettere in moto un’onda che rischia di sommergere i personaggi. L’innesco può essere dato da un padre a caccia di  vendetta nei confronti un piccolo spacciatore col codino; da una giovane mamma alla ricerca della “perfezione”, costretta ad accorgersi che la perfezione non è di questo mondo; da una donna anziana che, vivendo in solitudine, abbassa le difese,  non nutre più una qualche  diffidenza verso il prossimo; da un’adolescente fatta oggetto di cyberbullismo, desiderosa di ristabilire la verità sui suoi comportamenti. Come nella serie di romanzi che vede protagonista il commissario Alessandra Monti ( serie pubblicata dalla Fabbri tra il 2013 e il 2015 per la casa editrice Atelier) lo sguardo dell’autrice su queste vicende è fermo, lucido, amaro, senza alcuna concessione alla retorica dei buoni sentimenti o a finali “rassicuranti”. Il risultato, dal punto di vista della tensione narrativa, è notevole: il lettore rimane fortemente coinvolto, forse in modo assai più profondo che seguendo le gesta di serial killer al centro di tanta odierna letteratura di genere: assassini che, nella loro spasmodica ricerca di vertiginose efferatezze, risultano più ridicoli che spaventosi. (R.P.)


Se dovessi definire in breve, come con una iconcina di FB, il mio attuale stato d’animo chiederei aiuto a Eugenio Montale: questo solo oggi posso dire, ciò che non sono, ciò che non voglio. E quindi, altrettanto in breve: non sono cinefila, e quindi non sono amante né dei “sequel” né dei “prequel”, intendendo per questi ultimi «un racconto o film il cui contenuto intende proporre gli antefatti di una storia facente parte di un ciclo». Non sono una frequentatrice assidua di Agatha Christie (ma delle serie Tv sì) e quando leggo un giallo non sto lì a scervellarmi dalla prima pagina sul presunto colpevole. Non mi piace leggere i libri con le note in calce, mi fanno perdere il filo e la pazienza.

Ma allora perchè mi stanno piacendo i libri che Hans Tuzzi (pseudonimo coltissimo del milanese Adriano Bon, “scrittore raffinato, dandy, bibliofilo, editore, autore di gialli di culto, come lo ha definito un popolare tabloid,) ha dedicato al personaggio di Neron Vukcic?

Perchè di “prequel” senza dubbio si tratta, essendo Neron niente altro che una versione giovanile del più celebre Nero Wolfe di Rex Stout. Nella trilogia a lui dedicata (Il Trio dell’arciduca, Il sesto Faraone, Al vento dell’Oceano) Tuzzi la mette a fuoco lentamente. Nel primo romanzo un giovanissimo Neron, già corpulento, già buongustaio, già amante delle camice e delle vestaglie giallo canarino, delle orchidee, e già terrorizzato dalla folle velocità delle automobili che si aggirano nelle strade d’Europa nel 1914, svolge incarichi come agente segreto imperialregio fino a intrecciare la sua attività, tra Istambul, Vienna, Trieste e Sarajevo, con i torbidi intrighi che porteranno, nel giugno di quell’anno, al fatale attentato.

Nel secondo Alessandria d’Egitto fa da esotico sfondo all’esistenza dorata di una comunità cosmopolita, decisa a vivere in tutti i sensi e con tutti i sensi un dopoguerra inquieto e irrisolto (siamo nel 1921), all’ombra delle piramidi e dei mercanteggiamenti segreti di reperti antichi, di droga e di armi. Il Neron di Tuzzi sta decisamente precipitando nella sua più classica silouette: sempre più monumentale ed ingordo, tracannatore di birra, attaccato al denaro, già deciso nella sua carriera di investigatore e già convinto che il suo futuro sarà altrove, all’ombra dei grattacieli del Nuovo Mondo.

Il terzo è un claustrofobico racconto ambientato nel 1926 su un lussuoso piroscafo in rotta per l’America e anche in questo caso i protagonisti sono esemplari del bel mondo opulento ed affaristico che incrocia i suoi destini tra Europa e Stati Uniti. Ormai Neron sa letteralmente dove sta andando, nella casa che il suo committente gli promette se avrà successo nello scovare l’ennesimo omicida, la brownstone al civico 454 della 35esima strada Ovest di New York. L’identificazione ormai è perfetta (o quasi), il ciclo può concludersi.

Sta di fatto che una certa atmosfera agathachristiana aleggia davvero in questo coltissime pagine, nonostante in uno dei volumi l’autore riservi un accenno un po’ beffardo all’allora esordiente autrice di “The Mysterious Affair at Styles”. Clienti d’alto bordo, alberghi e transatlantici di lusso, trame che miscelano sapientemente l'”alto” e il “basso” della storia, fascinose e dettagliate descrizioni ambientali, di piazze, strade, mercati, e molti obliqui ma non impenetrabili riferimenti alla storia vera, quella con la S maiuscola. Scrittura ricca, impeccabile.

Una avvertenza: se volete cimentarvi nella lettura tenete un iphone, un tablet o un computer a portata di mano. Perchè note non ce ne sono, ma in certi passaggi per capire parole e riferimenti (una marca di orologio, un tipo di seta, una citazione, un cibo certamente raffinatissimo ma del tutto enigmatico) ci vuole Google.

E adesso sono pronta per il primo, forse più noto “eroe” di Tuzzi, il commissario Norberto Melis.

Susanna Cressati


Si erano appena sfiorati nella vita, incrociati in occasioni lavorative, erano scivolati via ciascuno con un obiettivo, mentre alcuni fili sospesi e invisibili li legavano come accade nella creazione di una ragnatele: sottili legami passati tra persone amiche, incrociate per caso. Solo apparentemente per caso. Luca (Bandini) e Daniele (Calieri) non si conoscevano bene, non erano amici tanto da trascorrere le giornate insieme o le vacanza, eppure oggi loro sono “legati” da un triste destino e da tante persone. Nasce così la serata di mercoledì 29 novembre alla biblioteca CiviCa di Calenzano “Gli amici di Luca e Daniele”, morti entrambi (e qui il tragico destino) nel 2015 a 57 anni (Luca li avrebbe compiuti tre mesi dopo, Daniele li aveva compiuti tre mesi prima). La serata è stata organizzata dal Club del Giallo, e da Sonia e Elena. Riportiamo il testo di Piananotizie della serata, che condividiamo.

“La colonna sonora del film di Tarantino “Pulp Fiction” come inizio di una serata dedicata a due persone speciali: Luca Bandini, scrittore sestese, e Daniele Calieri, giornalista e fondatore di Piananotizie. La serata dal titolo “Gli amici di Luca e Daniele”, organizzata dal Club del Giallo, si è tenuta ieri sera, 29 novembre, alla biblioteca CiviCa alla presenza dell’assessore Irene Padovani che ha ricordato Daniele Calieri, conosciuto agli inizi degli anni 2000 a Legri. Tanti amici e parenti si sono ritrovati insieme a Sonia ed Elena per ricordare in modo leggero Luca e Daniele con racconti e video coordinati alla perfezione da Sandra Nistri, amica sia di Luca che di Daniele morti entrambi a 57 anni nel 2015. Nella serata lo scrittore Massimo Sozziha letto un racconto di Luca Bandini, mentre Daniele Papi ha ricordato le esperienze radiofoniche e televisive di Daniele Calieri presentando alcuni video realizzati da Sesto Tv e da Sergio Campostrini. Tra musica, immagini,m ricordi e qualche sorriso, sulla musica e le parole della canzone “Quelli belli come noi” di Vecchioni e Nuti, si è conclusa una serata che ha avuto il semplice obiettivo di non dimenticare due persone speciali come Luca e Daniele”.