Ecco il racconto smart che è arrivato da Elena Brescacin dal titolo Amico speciale. Una storia originale pensata proprio per noi.

Amico speciale

Sono sul letto. Sola, in biancheria intima, a chiedermi perché la malattia ha ucciso i miei genitori risparmiando la mia vita, già difficile per la disabilità visiva; ora solo la tecnologia può salvarmi o rovinarmi per sempre! Il mio telefono è ostinatamente silenzioso e inizio ad aver paura: da giorni non ho notizie di Re Ale, caro amico conosciuto solo on line, e temo di perdere l’unica persona di cui mi sono fidata da subito, forse perché dalla voce mi ricorda un ex fidanzato? I miei occhi sono i suoi, grazie alle chiamate video mi aiuta in molte situazioni ma adesso il suo silenzio mi angoscia terribilmente.
Abbraccio stretta Lara, il virus di peluche regalatomi proprio da lui quando mi rivelò di essere HIV positivo; arrivato tempo prima per posta, quel pupazzetto è l’unico contatto col mio amico, senza timori di trasmettere o ricevere virus.
Drin! “Nuovo messaggio da Re Ale. Lola, chiamami!” Che sollievo la voce sintetica dello smartphone! Indossato l’auricolare avvio la chiamata senza pensarci due volte.
“Ciao, bella!” Mio malgrado sorrido a quell’insolito appellativo. “Ho saputo tutto quanto, anch’io sono rimasto solo!”
“Re Ale, non ce la faccio più.”
“Dai tesoro non piangere così, sai che sto sempre con te anche quando non mi faccio vivo.”
“Impazzisco quando non ti sento specie ora che la casa è tragicamente silenziosa!”
“Apposta ti ho lasciato qualcosa di mio che starà con te per sempre.”
“Il mio splendido virus, Lara, sono sempre a coccolarla!”
“Gli hai dato un nome? Brava ragazza mia, io non sapevo come chiamarlo! Accudisci quella creatura e non avvelenarla mi raccomando!”
“Di che parli, scusa? Non capisco!”
“Il virus che ti ho affidato.”
La linea cade ma non posso fare niente, qualcuno apre la porta con le chiavi. In pochi minuti sono indifesa legata al letto!
“Lola, tu sei mia!” Mi dice una voce conosciuta. “Sono reale, più reale che mai. E fai quel che dico io se non vuoi che il tuo video in mutande vada in giro, e la tua positività sia divulgata tra i tuoi colleghi!”
Elena Brescacin