Il blog degli amanti della letteratura gialla, noir e poliziesca

Archivi del mese: giugno 2017

E’ uscito il romanzo noir Nati in via Madre di Dio” di Alessio Piras già autore di “Omicidio in piazza Sant’Elena” edito Fratelli Frilli Editori 2016.

E’ la seconda indagine con protagonisti il commissario Andrea Pagani e il professore Lorenzo Marino.

La trama. 25 aprile 2014: il corpo di Roberto Centurioni, senza tetto, viene ritrovato in piazza Martinez, morto per strangolamento. L’indagine viene affidata al commissario Andrea Pagani, di recente insediatosi nel commissariato di San Fruttuoso. Pochi giorni prima dell’omicidio, la madre di Pagani muore di tumore e il commissario, con la sorella Marina, vecchia amica di Lorenzo, svuota la casa di famiglia in via Torti. Lì trova fotografie e lettere di suo nonno. In particolare, due istantanee richiamano l’attenzione dei due uomini: una foto ritrae Aldo Pagani, nonno del commissario, poco più che bambino nei pressi della Chiesa delle Vigne in compagnia di altri due bambini. Lorenzo, che è con lui per ficcanasare un po’, riconosce suo nonno, Antonio Satta. Sul retro della fotografia una data (8 febbraio 1941) e tre nomi: Aldo, Antonio e Roberto (il terzo bambino), che Pagani riconosce come la vittima dell’omicidio. Un’altra foto, invece, ritrae gli stessi tre bambini e un quarto, di nome Giobatta, il 25 aprile 1945 in via XX Settembre. Qualche giorno più tardi, Lorenzo riceve un pacco da suo fratello contenente diversi cimeli di famiglia. Tra questi un diario, redatto dal nonno tra l’8 febbraio 1941 e il 9 febbraio 1944, con una pagina finale che racconta la giornata tra il 25 e il 26 aprile 1945. Ripiegata nel diario trova anche una copia carbone di una lettera di scuse, firmata da suo nonno, Aldo Pagani e Roberto Centurioni, indirizzata a una tale signora Barcaccia. Nell’ultima pagina del diario, Antonio Satta parla di una foto che lo ritrae insieme ai suoi tre compagni, Centurioni incluso. Lorenzo mostra la lettera a Pagani e la foto, che è la stessa che hanno ritrovato in casa della madre del commissario. Sono ormai consapevoli che per risolvere il caso del senza tetto dovranno scavare nel passato, svelando una storia genovese che i loro nonni si erano gelosamente portati nella tomba.

Alessio Piras (Genova, 1983) ha conseguito il Dottorato di Ricerca presso l’Università di Pisa nel 2014 con una tesi dal titolo sulla Guerra Civile Spagnola. Vive e lavora a Barcellona, dove svolge attività di ricerca in ambito letterario con il Grupo de Estudios del Exilio Literario (GEXEL-CEFID) dell’Universitat Autònoma di Barcelona e codirige la pubblicazione Forma. Revista d’Estudis Comparatius dell’Universitat Pompeu Fabra. Coltiva la critica letteraria anche fuori dall’ambito accademico sulle pagine del blog collettivo Critica Letteraria. Per la Fratelli Frilli Editori ha pubblicato il romanzo Omicidio in Piazza Sant’Elena (2016).

 


Si chiama “Voci di paese” il thriller di Carlo Aldo Nava in libreria e visto che noi del Club del Giallo siamo appassionati non solo di giallo, ma anche di piccole realtà, di paesi e di provincia vi giriamo questo consiglio.

La trama. Nelle Prealpi lombarde sorge un paesino di cui è meglio non svelare il nome. Tutto procede in un’ordinata routine fino a quando il sindaco non cede alla tentazione di facili consensi e si trova invischiato in affari poco trasparenti per la costruzione di un centro sportivo sul terreno attorno alla Cascina Saliprandi. I tizi che si sono presentati nel suo ufficio avevano un’aria losca, ma idee altrettanto chiare… La questione finisce per coinvolgere tutti in paese e mette in pericolo Angela, da sempre contesa tra Franco e Giovanni. I due avevano trascorso così tanti pomeriggi sulle rive del fiume insieme alla donna che entrambi se ne erano innamorati e alla soglia dei trent’anni desideravano allo stesso modo sposarla. Un finale concitato e ricco di sorprese conclude il romanzo, ma riusciranno i due vecchi amici a mettere da parte la loro rivalità per salvare Angela? Chi dei due otterrà la sua mano? E come si scioglieranno i nodi di questa matassa parecchio ingarbugliata?

Carlo Aldo Nava è nato nel 1952 a Meda, comune della bassa Brianza. Ha conseguito la Laurea magistrale in Fisica presso l’Università degli Studi di Milano, è sposato e ha due figlie. Coniuga la passione per la scienza con quella per la letteratura. La seconda moglie è il suo primo romanzo.


Chi lo scorso anno ha visto la Effe ha seguito la serie Fred Vargas: Crime Collection, chi, invece, non lo ha fatto avrà una opportunità il 3 luglio su Canale 38 Giallo con la serie dedicata ai libri della scrittrice francese. Il primo episodio dovrebbe essere Sotto i venti di Nettuno e stando a quanto si mostra nei primi 3 minuti della fiction mi sembra l’amosfera giusta. Ho visto che ogni episodio avrà la durata di un’ora e 30 minuti. Nel cast ci sono: Jean-Hugues Anglade, Charlotte Rampling, Jeanne Moreau, Jean-Pierre Léaud, Tobias Moretti. Attori di un certo livello, mi pare come Jeanne Moreau e Charlotte Rampling. Anglade è un attore francese, mentre Tobias Moretti non so se qualcuno si ricorda di lui nel Commissario Rex, è un attore e regista austriaco. Anglade ha interpretato Adamsberg dal 2008 al 2012.


Ecco un’altro consiglio di lettura di Donatella Fabbri che ci arriva e che volentieri pubblichiamo.

“Frankenstein ovvero il Prometeo moderno di Mary Shelley

Mary Shelley è considerata, con questa opera giovanile, la pioniera della fantascienza. Pur essendo autrice di molti romanzi scritti in età più matura, il suo nome resta indissolubilmente legato al dottor Frankenstein e alla sua mostruosa “creatura”, personaggi che hanno ispirato numerose rivisitazioni letterarie, cinematografiche e teatrali, senza dimenticare le dissacranti parodie. Credo sia interessante ricordare le particolari circostanze in cui nacque questo testo: siamo nel 1818, a  Cologny, presso il lago di Ginevra. La ventenne Mary, insieme a Percy Bysshe Shelley – che poi diverrà suo marito – Lord Byron, John William Polidori, segretario e amico di Byron, ed altri amici, sta trascorrendo un periodo di vacanza; la compagnia progetta di fare gite in barca, passeggiare e trascorrere le serate chiacchierando fino a notte fonda ma il tempo è piovoso, freddo e inclemente per cui l’attività prevalente sarà la terza e gli amici passeranno molti giorni chiusi in casa, seduti davanti al fuoco del caminetto. Sono molti gli argomenti di cui parlano ma soprattutto li affascina la possibilità di dare vita a un essere vivente rianimando la materia morta, utopia di molti scienziati del tempo. Non sappiamo di chi fu l’idea di una sfida letteraria che metteva alla prova i presenti nella loro capacità di scrivere un racconto di fantasmi o comunque dell’orrore per poi confrontare i reciproci risultati. Così nacque questo romanzo divenuto famosissimo. Nella stessa notte Polidori scrisse “Il Vampiro” da cui trasse ispirazione lo scrittore irlandese Bram Stoker  per il suo celeberrimo Dracula”.


Si chiama semplicemente “giallonero” e contiene di per sé una dichiarazione d’intenti, la collana della casa editrice Bonfirraro, rilanciata durante l’edizione 2017 del Salone del Libro di Torino, che vuole accogliere le molteplici sfumature del mystery, dal thriller al noir, e che adesso conta di affermarsi nell’ampio panorama della letteratura cosiddetta gialla.

Tre sono i romanzi entrati finora, e quasi contemporaneamente, a pieno titolo nella collana. Si tratta di “Tende rosse” di Angelo Agnello, “Il diario Lombroso e il killer dei musei” di Enzo Orlando, “La ragnatela del potere” di Jim Tatano, cui si aggiunge un numero uno, “Giovinezza letale” di Nunzia Ruvio, un bel racconto di successo pubblicato nel 2009. Estremamente diversi per stile e linguaggio narrativo, gli autori sono stati selezionati per le rispettive capacità di storytelling: la loro scrittura, come l’imbastitura di una tela, tra l’ordito e la trama, avviluppa il lettore e lo costringe a rimanere saldamente sulla storia, spesso col fiato sospeso, fino all’ultima parola.

Non un tentativo di affollare la già densissima geografia noir, quindi, ma di selezionare titoli che rispondano a criteri narratologici ben precisi e che appartengano al filone nazionale del giallo sociale. Bonfirraro è, infatti, pronto a scommettere su una schiera di giallisti in ogni angolo d’Italia che possano servirsi della propria vena letteraria per intrecciare il personale e il politico, indagare su pezzi di storia d’Italia, e in particolar modo di quella Meridionale, avvolti ancora da troppi misteri con l’ansia di rivolta e riscatto, e fare emergere brandelli di memoria e di vissuto tragico o comunque borderline, con denunce e ritratti a tinte fosche della realtà quotidiana.

«Pensiamo alla nuova collana – dichiara l’editore –  come un contenitore di vizi e virtù umane, violenze, indagini, tensioni sciolte e vivaci che si facciano leggere piacevolmente, ma che non rinuncino alle raffinatezze di lingua e di stile. I personaggi che stanno cominciando ad abitarla, forse in quanto specchio dell’intima essenza dei loro autori, nutrono un atteggiamento sostanzialmente critico dell’ordine costituito, stigmatizzandone, anche se cautamente, le debolezze, le ipocrisie e le perversioni».

Se Giovanni, il giovane protagonista di “Tende rosse”, infatti, è spinto da un fortissimo sentimento di ribellione alla cultura mafiosa a Palermo, nella nebbia fitta di Torino il commissario Moretti de “Il diario Lombroso e il killer dei musei”, si ritroverà a indagare su uno spietato assassino che si aggira indisturbato per la città con le mani sporche di sangue. A Roma, invece, Davide Majorana de “La ragnatela del potere” rischia di rimanere imbrigliato tra le nervature di una struttura sociale intrigata e misteriosa, massonica e oscura, in cui non esistono certezze.

Si tratta di personaggi reali, spuntati a tutto tondo, ai quali i rispettivi creatori, come novelli demiurghi, hanno regalato anche spessori psicologici non indifferenti.

Non è un caso, infine, che la terna  sia ambientata in alcune delle città più belle e affascinanti d’Italia: «pensiamo che le ambientazioni siano il nucleo centrale di ogni titolo noir – continua l’editore – la bellezza del Bel Paese è così estrema che è lecito ipotizzare a un gioco di apparenze ingannevoli: il nostro giallo, seguendo un noto imperativo sciasciano, vuole essere l’illusione da parte dell’uomo di restituire ordine al caos».


Tra appassionati di libri gialli si sa si cerca di collaborare. Ed è quanto sta accadendo tra il Club del Giallo e Giallo Pistoia l’associazione pistoiese più “anziana” della nostra. La collaborazione è iniziata da un po’ di tempo e proprio ieri si è concretizzata in un nuovo rapporto di amicizia e scambio di informazioni: Sonia del Club del Giallo è stata ospite della trasmissione Giallo Pistoiese di Tvl per registrare la trasmissione che andrà in onda sulla tv pistoiesa domenica 25 giugno alle 17. Poi ci saranno le repliche. Sonia ha ricordato come è nato il Club del Giallo e il terzo concorso Giallo fiorentino dedicato a Luca Bandini la cui scadenza è il 15 luglio. Buona visione!


Più che da un cilindro esce da un smartphone è l’ultima novità di un thriller in usicata “Il coniglio bianco” di Nino Treusch edito De Agostini. Scritto da un insider del mondo delle telecomunicazioni, Il coniglio bianco è un thriller ad alto tasso di adrenalina che ci mette di fronte a scomode verità. In grado di cambiare per sempre il nostro rapporto con lo smartphone, feticcio indiscusso dei tempi in cui viviamo.

Ecco la trama. Jan ha trentasette anni, una moglie bella e intelligente, due figli di cui va fiero e la carriera apparentemente perfetta del dirigente strapagato. Ma quando, un po’ per noia e un po’ per ambizione, accetta l’offerta di lavoro di un colosso internazionale della telefonia mobile, non immagina di aver messo a repentaglio tutto ciò che gli è caro.

Quello dei cellulari è un settore in fortissima espansione, eppure il primo incarico di Jan prevede lo smantellamento della sede di Bangalore, la Silicon Valley indiana. Ben presto, Jan inizia a sospettare che nella sua azienda siano in molti ad avere qualcosa da nascondere. E a volerlo usare come semplice pedina in un gioco molto più grande e cattivo di lui. Scritto da un vero insider, da anni top manager nel settore delle telecomunicazioni, Il coniglio bianco è un thriller ad alto tasso di adrenalina che ci mette di fronte a scomode verità. In grado di cambiare per sempre il nostro rapporto con lo smartphone, feticcio indiscusso dei tempi in cui viviamo.