Il blog degli amanti della letteratura gialla, noir e poliziesca

Archivi del mese: ottobre 2016

club-premiazione-8E’ stata una festa più che una cerimonia, la premiazione della seconda edizione del concorso letterario Giallo Fiorentino dedicato a Luca Bandini, promossa dal Club del Giallo, che si è tenuta sabato 22 ottobre alle 17.30 alla Libreria Rinascita di Sesto Fiorentino.

La premiazione si è tenuta in totale “stile Club del Giallo” con tanto di suspance per la scoperta sia dei selezionati, dei vincitori e del libro. Molti i partecipanti provenienti da tutta Italia anche se il concorso era incentrato su una storia gialla ambientata al cinema o nel mondo del cinema o comunque con il cinema protagonista ideata nella provincia fiorentina. Dodici sono stati i racconti selezionati che sono andati a comporre una antologia edita da Apice Libri. Anche il libro, in vendita nelle librerie e nelle edicole, è stato svelato durante la premiazione come il nome dei vincitori. “Ciak! Il delitto è al cinema…” è il titolo del libro. Vincitrice della seconda edizione del premio è stata una giovane ricercatrice Sara Galeotti con il racconto “Tu sai il perché” che ha ottenuto un buono acquisto da 100 euro in libri da spendere alla Libreria Rinascita, secondo classificato Andrea Carraresi con il racconto “Un gioco da ragazzi” che ha ottenuto un gioiello di Ornella Gioielli creato in esclusiva per il Club del Giallo, terza classificata Carla Ghiribelli con il racconto “Appuntamento in piazza Signoria (con la morte)” che ha ottenuto un buono acquisto da 50 euro da spendere in prodotti di benessere alla Farmacia Ragionieri. Alla più giovane e alla più anziana partecipante sono andate le tessere del cinema messe a disposizione dal Multisala Grotta. Tutti i 12 selezionati oltre alla pubblicazione hanno ottenuto un diploma da La Nazione. I primi tre premiati hanno ottenuto anche il libro di Luca Bandini “Controllo assoluto”.

Gli altri selezionati e pubblicati nel libro “Ciak il delitto è al cinema…” sono: Riccardo Landini con il racconto “Utterson”, Donatella Fabbri con “Una persona perbene”, Davide Savorelli con “La zeppa”, Patrizia Petruccione con “Effetto di una notte a Firenze”, Sara Bichicchi “La ruota del carroccio”, Paolo Caioli “La vita non è un film”, Sabrina D’Errico “Granita alla menta”, Cristina Katia Panepinto “Delitto al multisala” e Christian Zoccarato “Il regalo di Dimitri”.

Alla serata ha preso parte l’assessore Massimiliano Kalmeta che ha premiato alcuni partecipanti e ha ribadito l’importanza di questo tipo di concorsi e l’attenzione che l’amministrazione comunale vuole dare a iniziative come quella del Club del Giallo. Presenti la presidente onoraria del concorso Sonia Scartabelli e il consigliere del Club e membro della giuria del concorso lo scrittore Riccardo Parigi e la presidente del Club Sandra Nistri. Al termine un buffet preparato dalla Chef Sabrina Caterina Rossello. La premiazione è stata ripresa in diretta sul social Facebook da Sesto Tv.

foto di Gianni Bellandi Club del Giallo


veraE’ testarda, disordinata, appassionata, carismatica e ama lo scotch. E’ Vera, la nuova detective di Giallo Canale 38. Vera Stanhope è l’ispettore capo della contea inglese del Northumberland, al confine con la Scozia personaggio creato dalla penna di Ann Cleeves. Ieri, 10 ottobre in prima serata il primo episodio della serie Tv inglese con protagonista la splendida Brenda Blethyn. Vera è una donna matura che affronta “a modo suo” i casi di omicidio che avvengono nella contea. E’ appassionata e caparbia, al di là di ogni stereotipo che vuole la protagonista stile Tv americana sempre elegante, bella e giovane, lei Vera non ha queste caratteristiche, ne ha una in più: è intuitiva e il suo modo stravagante di condurre le indagini la rende affasciante. Bravissima Brenda Blethyn, l’attrice inglese non delude mai e porta ad ogni personaggio che interpreta una forza particolare da renderlo unico. Vera è dirompente, uno schiacciasassi incurante di tutto e di tutti pur di arrivare ad acciuffare il colpevole e si arrabbia quando non le tornano i pezzi del puzzle da comporre. E’ affiancata dal giovane sergente Joe Ashworth (l’attore David Leon) che stenta a starle accanto, a seguire le sue intuizioni, più posato e riflessivo in certi momenti sembra lui quello più anziano e maturo, mentre Vera è un fiume in piena. Gli episodi sono 4 di un’ora e mezza ciascuno. Purtroppo fino ad ora i libri della Cleeves con protagonista Vera non sono arrivati in Italia. Chi non ama il giallo e il “metodo di Vera” può sempre restare incantato dalle immagini dei paesaggi.

 

 


club-gialloSiamo giunti alla fine del concorso Giallo Fiorentino dedicato a Luca Bandini e all’inizio degli incontri per presentare il secondo volume del Club del Giallo nato dal concorso. La premiazione dei vincitori di questa seconda edizione si terrà sabato 22 ottobre alle 17.30 alla Libreria Rinascita di Sesto Fiorentino. Durante la cerimonia per la consenga dei premi ai concorrenti vincitori, verrà presentato anche il nuovo volume che contiene i racconti selezionati edito, anche quest’anno da Apice Libri. Non sveliamo altro perchè restiamo in clima “da giallo” e visto che un po’ di indizi già ci sono, l’unico modo per sapere chi sono i vincitori è venire sabato 22 ottobre alla premiazione.

Vi aspettiamo!


il-cappelloEmilio De Marchi non si può certo definire “giallista” ma il suo romanzo “Il cappello del prete”, pubblicato per la prima volta nel 1888, presenta tutte le caratteristiche di un giallo classico : un omicidio premeditato, perfetto se non ci fosse un piccolo dettaglio che sfugge all’assassino e mette la polizia sulle sue tracce, l’arresto, l’incriminazione e, alla fine, il colpevole inchiodato al suo reato. Tutto in un crescendo di tensione  che avvince il lettore anche se il linguaggio è “d’epoca” e quindi, per il gusto attuale, può risultare ovviamente datato.

Il testo di De Marchi uscì a puntate  come romanzo d’appendice del Corriere di Napoli”, una storia popolare destinata a un grande pubblico e  preceduta da una propaganda editoriale mai vista fino allora in Italia: su grandi manifesti affissi ai muri spiccava un gigantesco cappello nero da prete che destava la curiosità dei passanti.  Qualche giorno dopo, altri manifesti annunciavano il titolo del nuovo romanzo, informando che sarebbe apparso in appendice sul Corriere. Grande successo anche all’estero dove  fu pubblicato  da “La patria Italiana” a Buenos Aires e da “L’Italia” di Chicago. Tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento si fecero traduzioni in ungherese, tedesco, francese e danese. De Marchi si proponeva di reagire al romanzo naturalista francese, con un dichiarato intento moralistico: il trionfo dei sani principi e della giustizia e la condanna del “cattivo, già stroncato dal rimorso, non è chiaro se per aver ucciso o per la fatale dimenticanza.

“Il cappello del prete” di Emilio De Marchi, 1970 Nuova Biblioteca Mursia

Donatella Fabbri

Nella foto: la sigla iniziale della miniserie televisiva Il cappello del prete, andata in onda sulla rete Rai il 1 febbraio 1970 per la regia di Sandro Bolchi con Luigi Vannucci


Rodolfo e Salman: un giovane di Palermo, che appartiene a una famiglia poverissima, e un principe dell’Oman destinato a diventare un ricchissimo emiro. Possono due personaggi così diversi e distanti incontrarsi? Non solo possono, ma diventano, nell’appassionante romanzo di Stefano Sala, protagonisti di una storia drammaticamente coinvolgente, dove il robusto filo conduttore è rappresentato – come in altri testi dell’autore – dagli scacchi. Rodolfo infatti è una grande promessa dello scacchismo siciliano, anche se le sue condizioni sociali lo costringono a subire umiliazioni e a provare l’esperienza del carcere; Salman è altrettanto appassionato al gioco di Caissa, e brama di diventare una sorta di mecenate creando una scuola di scacchi, ma non ha talento. Sala è abilissimo nell’intrecciare le ambizioni – che presto si trasformano in ossessioni – di queste due figure. La vicenda si snoda alternando i fascinosi ambienti del deserto dell’Oman e quelli pieni di storia e di contraddizioni di Palermo. Quando il caso (o, come diceva J.L. Borges, un Dio che “mueve al jugador, y èste, la pieza”) fa incontrare i due giovani, accade l’irreparabile: i traumi, le frustrazioni, e soprattutto il desiderio di rivalsa che i due provano (Rodolfo verso la società; l’emiro verso un padre terribile) producono una vera e propria deflagrazione dal punto di vista narrativo. Si legheranno a doppio filo cercando di realizzare i loro sogni di grandezza a Copenaghen, durante un prestigioso torneo scacchistico internazionale. A questo punto il romanzo prende il ritmo mozzafiato di un action thriller, degno di Topkapi di Ambler. E il lettore si accorge che la partita della vita che Rodolfo e Salman giocano è crudele, pericolosissima: non ammette il pareggio.


banks veraFinale di stagione alla grande per Dci Banks ieri sera su Giallo Canale 38. La serie inglese ispirata al personaggio, Alan Banks creato da Peter Robinson, si è chiusa  lunedì 3 ottobre con due puntate di un episodio particolarmente bello. Per gli appassionati dell’ispettore Banks anche un finale a sorpresa. Al posto di Banks arriverà da lunedì 10 ottobre un’altra attesa serie Tv inglese: Vera. In Gran Bretagna sono già sei le stagioni andate in onda, da noi la serie è inedita. Anche questa fiction arriva in Tv da una serie letteraria, è tratta dai libri di Anna Cleeves che fino ad ora non sono stati tradotti in italiano. Protagonista della serie è Vera Stanhope interpretata da Brenda Blethyn, l’attrice de L’erba di Grace, per intenderci. Da quello che si dice in giro Vera è un tipo tosto, testardo alla ricerca del colpevole, qualcuno la paragona a una Montalbano d’oltre Manica, secondo altri, invece, la fiction sarebbe troppo teatrale, troppo ancorata allo stile letterario e molto simile come sviluppo dell’indagine al format della Signora in Giallo, la Jessica Fletcher che spopola da anni anche con le repliche. Staremo a vedere.

 

Elena


il-cadavere talloneE’ un bel periodo, questo, per i nuovi gialli in libreria. Ecco un nuovo titolo “Il cadavere volubile” di Massimo Tallone edito da Fratelli Frilli.

Il libro che ci viene segnalato racconta di una nuova avventura con protagonista il più sgangherato e sboccato perdigiorno del pianeta.

“Una notte, storta come tante, il Cardo rientra nella sua catapecchia a Stupinigi e sul suo letto, o meglio sul suo pallet, trova un cadavere.
L’amico Ribò, ex poliziotto, accorrerà in aiuto per risolvere un doppio mistero, visto che il morto scomparirà per riapparire altrove.
In una girandola di situazioni grottesche, gaie e dissolute tipiche quando c’è di mezzo il Cardo, l’incubo avrà fine in Val Susa ad Avigliana lasciando il lettore letteralmente a bocca aperta. Il Cardo è sempre lui: torna nella sua stamberga di Stupinigi in piena notte, ubriaco, e torva un morto sul pallet. Già, perché quando non va a cercarseli sono i guai a trovare il più sgangherato e sboccato perdigiorno del pianeta. Ma con un morto in casa c’è poco da scherzare, e se poi il morto sparisce di colpo per riapparire poco dopo, altrove, allora la faccenda comincia a prendere contorni inquietanti. E allora è necessario chiedere aiuto a Ribò, l’amico ex poliziotto. Ma sarà dura anche per lui, in questa storia capovolta, dove i morti si comportano da vivi, i sani cercano la miglior cura per le emorroidi da tre medici diversi e un morto stecchito dice la sua con una voce che fa gelare il sangue. Ma la girandola di situazioni grottesche, gaie e dissolute non finisce qui, perché quando c’è di mezzo il Cardo, si sa, tutto può succedere, e infatti, come se non bastasse, qualcuno se la prende anche con Angela… E poi tutto precipita, il Cardo si traveste da spaventapasseri e trova il morto in un frigo, poi ride e piange, e noi con lui, trascinati dalla sua linguaccia di zolfo”.