Il blog degli amanti della letteratura gialla, noir e poliziesca

Archivi del mese: novembre 2013

lansdaleHap e Leonard sono talmente strampalati da rendere gustoso e divertente anche un il noir più crudo. La coppia di detective più scombinati e pasticcioni riescono ogni volta a sorprendere il lettore. Hap e Leonard, personaggi creati da Joe R. Lansdale, sono presenti in una serie di avventure da non perdere per gli amanti del genere noir americano. Tra i miei libri preferiti c’è “Una stagione selvaggia” la prima avventura di Hap e Leonard. Al centro della vicenda un milione di dollari, di lato, ma non più di tanto una bionda avvenente , il tutto condito con ricordi e atmosfere anni Sessanta, mentre tutto attorno si succedono episodi violenti che portano i due investigatori a “saltellare” da una situazione imprevedibile a una scena di crimine. Chi riuscirà ad accaparrarsi il malloppo e che fine farà la bella Trudy, mentre Hap Collins e Leonard Pine cercano una soluzione? L’umorismo di Hap e Leonard di sicuro salverà, se non il mondo, il lettore dalla noia…Affascinante Lansdale!

Elena

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mccall smithE’ una donna con un particolare senso di humor ed è una investigatrice quasi “consulente familiare” stile “psicologa del villaggio”, ma molto, molto simpatica. Si chiama Precious Ramotswe. Rispttata da tutta la comunità di Gaborone, capitale del Botswana, l’insostituibile detective in gonnella ha aperto la N°1 Ladies Detective Agency. Tra una tazza di tè rosso e un’altra (diciamo dopo parecchie tazze di tè) la golosa signora Ramotswe districa casi e intreccia relazioni, trava la soluzione e rimette a posto le cose. Anche la signora Precious Ramotswe è antrata nella mia vita di lettrice di gialli, per caso. A dir la verità sono stata attirata dalla copertina del libro, dal titolo a dir poco curioso (Le lacrime della giraffa) e dalla biografia dell’autore che è Alexander McCall Smith. E qui si chiude perchè McCall Smith ha scritto un po’ di tutto dai libri sulla sua amata Scozia, a quelli per bambini fino alle avventure della detective del Botswana.

Devo dire però che la prima volta che ho letto Le lacrime della giraffa non ne sono rimasta entusiasta, anzi. Ho letto anche altre storie della signora “in giallo del Botswana” e mi sono ricreduta. A convincermi a continuare la lettura di altri romanzi è stata Romina che mi ha detto “ma come non ti piace, l’ingredibile signora Precious! Però è vero le lacrime della giraffa non è il libro migliore, dovresti provare con altri”. E così ho fatto e Romina aveva ragione: non bisogna fermarsi al primo libro, ma, come dire, è bene continuare l’indagine perchè prima o poi si scopre qualcosa di prezioso come la signora Ramotswe.

Elena


un piano sempliceAnche quello era stato un “colpo di fulmine” in libreria. Copertina bianca, un albero nero senza foglie con i lunghi rami e il titolo “Un piano semplice”. Edizioni Bur. Libro economico. Allora mi sono chiesta: come sarà? “Ho letto recensioni positive” aggiunse Sandra con me in libreria tra una conferenza stampa e l’altra, indicando il libro che stavo già tenendo in mano. Recensioni positive, mah…l’autore è americano Scott Smith. Non sono una appassionata di autori di thriller americani a loro in genere preferisco “giallisti” o scrittori noir europei, ma mai dire mai e mai tirarsi indietro visto che quel libro, quell’idea di “piano semplice” mi era piaciuta.
Sono quasi 350 pagine di una storia semplice semplice che diventa complessa quando ad essere messi in gioco ci sono i sentimenti, le aspettative, i sogni, i desideri, il dovere e l’avidità. Una bomba di sentimenti difficile da sbrogliare anche per un esperto. Al centro il denaro, quello “di nessuno” perchè tutti sono morti in un incidente aereo e dentro il veicolo schiantato nel Midwest senza che nessuno si accorga dell’incidente, ci sono 4 milioni di dollari. Tre uomini senza una storia si trovano di fronte la possibilità di ricominciare una nuova vita partendo da quei soldi dimenticati, sembra, da tutti. Ed elaborano un piano semplice, senza tener conto del proprio coinvolgimento, delle proprie passioni e desideri. E gli amici si trasformano in assassini. Da questo libro è stato tratto un film “Soldi sporchi”.
Elena


barlumeCi sarà il quinto giallo dei vecchietti-detective di Marco Malvaldi. La buona notizia è arrivata dallo stesso scrittore pisano affidata al social network Facebook senza tralasciare una “velata” critica alla scelta di Sky di anticipare di un giorno (domenica 17 anziché il 18 novembre) il secondo episodio de “I delitti del BarLume” tratti dai suoi libri.
“Nonostante la genialata di Sky di anticipare la seconda puntata del BarLume a domenica, causa concomitante e inutile partita di pallone stasera, stasera su Sky cinema +24 – scrive su Fb Malvaldi – la seconda puntata va in onda nuovamente. Se vi è piaciuta la prima, è ovvio. Se i libri vi sono piaciuti, ma i film no, stasera guardatevi tranquillamente Italia-Nigeria: fra un mesetto inizio a scrivere il quinto Barlume”.
Beh, tutto sommato ci ha dato una buona notizia. Sono una appassionata lettrice delle storie gialle del BarLume e devo dire che in questo periodo ho sentito la mancanza dei vecchietti-investigatori. Attenderemo.
Elena


barlumeMmm… Sono rimasta perplessa. Anzi un po’ delusa. Da cosa? Dalla prima serata della miniserie Tv andata in onda ieri sera su Sky “I delitti del BarLume” tratta da due romanzi di Marco Malvaldi con protagonisti il “barrista” Massimo e i quattro vecchietti investigatori per caso. Il primo episodio è stato “Il re dei giochi” tratto dall’omonimo giallo di Malvaldi.

L’attesa c’era. I gialli di Pineta sono irresistibili, ma la serie Tv non è all’altezza dei romanzi. Certo, (qualcuno dirà, è normale, succede quasi sempre quando si passa dal romanzo alla Tv), ma non si tratta di una questione di “traduzione” dal romanzo alla Tv, piuttosto di una distorsione troppo evidente del romanzo. Prima di tutto Pineta è un luogo immaginario (ispirato a Pontasserchio) in provincia di Pisa e va bene, che il film tv sia stato ambientato all’Isola d’Elba, ma il mare a Pineta non si vede proprio e i personaggi del romanzo hanno un accento (più o meno vago) pisano. In tv c’è di tutto: dal fiorentino di alcuni (compreso l’inutile narratore), al campigiano del compianto Carlo Monni (“i’ me nepote”), al livornese della bella Tiziana fino ad un vernacolo imbrobabile di Timi. Insomma, un guazzabuglio che ad un non toscano potrà anche piacere ma che al nostro orecchio infastidisce per l’approssimazione.

Il tutto è risultato deludente per chi ha amato e continua ad apprezzare i gialli del BarLume. Speriamo nel prossimo episodio che andrà in onda su Sky lunedì 18 novembre.

Mi piacerebbe sapere  cosa ne pensate. Vi è piaciuto l’episodio del BarLume?

Elena


513gKErIw8L._Una volta, a quanto ci ha raccontato una persona fidata, un dirigente della casa editrice Sellerio ebbe a dire che di Camilleri avrebbe pubblicato anche la lista della spesa dati i sicuri risultati in termini di vendite. Aneddoto che serve a ricordare come ci siano autori che vendono “a scatola chiusa” e che gli affezionati lettori comprano a prescindere. Resta però da vedere fino a quando, vista la crisi economica in atto che porta a ridurre anche le spese per i libri, questa ‘affezione’ potrà continuare. La cosa mi è venuta in mente dopo avere acquistato (ahimè) l’ultimo libro di Henning Mankell, un raccontino di 137 pagine con scrittura a caratteri ‘cubitali’ dal titolo “La mano” edito da Marsilio, venduto (a 12 euro!) come la nuova avventura del commissario Kurt Wallander. Ebbene per me, lettrice di Mankell della prima ora che ha divorato tutti i romanzi con protagonista l’ispettore Wallander, la delusione, per una storia inconsistente e piuttosto banale, è stata totale. Delusione, va detto, suscitata anche dalla lettura di alcuni best seller italiani attualmente ai primi posti nelle classifiche di vendita. Allora mi chiedo: fino a quando potrà continuare il giochino? Fino a quando quelli come me continueranno a comprare a scatola chiusa i loro autori preferiti? Non rischia di essere un boomerang per le case editrici, in questo caso prestigiose come Marsilio, pubblicare davvero di tutto? Intanto in attesa di risposte alle amletiche domande vado a rileggermi “Delitto di mezza estate” o “La falsa pista” per ricordare quando Mankell era ancora Mankell..

Sandra