Il blog degli amanti della letteratura gialla, noir e poliziesca

Archivi del mese: ottobre 2013

barnabyVi piacciono i gialli classici? Quelli con uno o più omicidi, un gruppo ristretto di sospettati che si tovano a vivere in un villaggio della campagna inglese, dove sulla scena del crimine entra in gioco un ispettore (con il classico aiutante) che risolve il caso con indizi e intuito? Beh, a me sì! Adoro l’atmosfera inglese della campagna, dei villaggi dove c’è il piccolo ufficio postale, la chiesa e il posto di polizia, come, ad esempio nella Contea di Midsomer. In questi villaggi che al turista sembrano tranquilli, in realtà sono covi di vipere, luoghi di omicidi, frequentati da feroci assassini, intrisi di storie torbide imbrigliante in un passato oscuro e oscurato, tornato a galla per un fatto imprevedibile. Ed qui che entra in scena l’ispettore Barnaby, Tom Barnaby.
Creato dalla penna di Caroline Graham, i libri con protagonista l’affascinante Ispettore Barnaby sono stati tradotti in italiano dopo il successo televisivo della serie messa in onda da La7 “L’Ispettore Barnaby”, appunto.
E così anche questa volta a trascinarmi nel vortice dei merletti inglesi intrisi di arsenico è stata la Tv. Già. Mi sono vista quasi tutte gli episodi di Barnaby (molto fedeli ai libri della Graham) che hanno avuto un successo strepitoso in Gran Bretagna.
Leggerli è piacevole. Gialli classici. Per una serata d’inverno davanti al fuoco oppure se, per caso capitate in uno dei villaggi inglesi. I libri di Caroline Graham sono editi da BC. Dalai Editore.
Elena

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UnknownHo appena finito di leggere “Pista nera” di Antonio Manzini edito da Sellerio. Non conoscevo l’autore, del quale avevo solo letto un paio di racconti pubblicati nelle antologie natalizie e ‘ferragostane’ di Sellerio, ma il libro non mi è affatto dispiaciuto. Anzi. La trama prende le mosse dal ritrovamento di un cadavere, orrendamente dilaniato visto che ci è passato sopra un “gatto delle nevi” (e le descrizioni pulp abbondano..), su una pista sciistica sopra Champoluc in Valle d’Aosta. I possibili moventi per il delitto che si prospettano al vicequestore Rocco Schiavone, da poco trasferito da Roma e chiamato ad indagare, sono almeno tre ma, alla fine, la soluzione sarà legata non a grandi scenari malavitosi ma a passioni più ‘terrene’. Più che la trama però (io l’assassino lo avevo individuato..) il pezzo forte del libro è proprio la figura del vicequestore Schiavone: poliziotto corrotto e amante della bella vita oltre che di traffici poco legali, trasferito per motivi punitivi in alta montagna, che però nonostante tutto mantiene una sua etica contro le ingiustizie verso i più deboli e odia il buonismo imperante. Insomma, nonostante non sia certo un personaggio ‘positivo’, il lettore non può che tifare per il vicequestore Schiavone: fra l’altro per il momento rimane aperto il mistero legato alla moglie Marina che si intuisce essere morta ma rimane comunque una presenza costante nella vita del poliziotto. Unico appunto al libro la presenza di qualche figura un po’ stereotipata: l’agente D’Intino,  ad esempio, assomiglia tanto al buon Catarella di Montalbano e, francamente, un Catarella basta e avanza.

Sandra


scerbanencoGli anni del boom economico visti con un occhio “noir”, la Milano in bianco e nero prima che diventasse “da bere” e un medico radiato dall’ordine che si trova costretto ad indagare su un fatto criminale. Il medico-detective è Duca Lamberti uno dei personaggi noir di Giorgio Scerbanenco. Devo tutto a mio padre e al fatto che nella sua piccola libreria avesse alcuni “gialli” (erano i libri dalla copertina gialla) del giornalista-scrittore che molti esperti lo indicano come il creatore del noir italiano. Allora non avevo ancora vent’anni e più dei titoli “Venere privata”, “Traditori di tutti” e “I milanesi uccidono al sabato” quello che mi aveva incuriosito era il nome dell’autore: Scerbanenco. E così iniziai a leggerli e ne rimasi subito colpita: lo stile asciutto ed essenziale, i personaggi talmente reali da sentirli accanto e le storie inquietanti. Nella periferia milanese ci avevo trascorso l’infanzia e francamente non mi era mai apparsa così sornionamente violenta come la descriveva Scerbanenco, ma io ero stata offuscata dal mondo magico in cui vivono i bambini e quella Milano in bianco e nero e quella periferia fatta di grandi distanze, parchi e palazzoni avvolti dalla nebbia era reale. Con gli anni poi ho continuato a leggere altri libri di Scerbanenco e non solo i gialli e dopo tanti anni ho acquistato le nuove edizioni delle prime avventure di Duca Lamberti. Traditori di tutti è del 1966…nella nebbia milanese un’auto scivola nel Naviglio e Duca Lamberti si troverà a dover indagare sull’avvocato Sompani, ma non era annegato alcuni giorni fa?
Elena


imageEbbene sì…. come speravo sabato scorso sono riuscita ad andare al centro Maccarrone a Pisa per la presentazione del libro di Maurizio de Giovanni “I bastardi di Pizzofalcone”. Che dire anche se in colpevole ritardo? Un pomeriggio bellissimo con almeno 150 persone presenti, diverse delle quali sedute sulle scale o in piedi: insomma tutto esaurito come sempre accade, però, quando lo scrittore napoletano è ospite a Pisa. Che dire ancora? Magari, senza farsi troppo sentire, che quando si ha la fortuna di ospitare un autore così forse sarebbe meglio lasciarlo parlare semplicemente ,senza introduzioni dotte e basate su colti paradossi. Con le sue doti di affabulatore e il suo indubbio ‘charme’ da gentiluomo napoletano (per la cronaca c’era anche mio marito ma lui ha apprezzato più alcune spettatrici del pubblico) de Giovanni infatti ha tenuto in scacco la platea per più di un’ora prima di firmare le dediche sui libri, fra i quali, chiaramente, quello di Elena e il mio. Ha parlato del commissario Ricciardi che ormai vive di vita propria (un po’ come la Petra Delicado di Alicia Gimenez Bartlett) tanto che – ha raccontato- viene spesso fermato da lettori che gli chiedono se Luigi Alfredo alla fine si accaserà con Enrica oppure sceglierà la più ‘mondana’ Livia per la quale io, da sempre, faccio il tifo. Proprio il successo del personaggio Ricciardi- ha spiegato de imageGiovanni- gli ha permesso di poter scrivere un romanzo cui teneva come “I bastardi” appunto basato, volutamente e dichiaratamente, sull’87° Distretto di Ed McBain che, forse pochi lo sanno, era di origini italiane. La squadra del commissariato di Pizzofalcone fra l’altro sarà protagonista anche del prossimo romanzo di de Giovanni in uscita entro la fine dell’anno: a Pisa l’autore ha letto in anteprima diverse pagine che, in alcuni punti, sono decisamente da “pugno nello stomaco”. Sempre a Pisa de Giovanni ha annunciato che sarà uno degli autori presenti, con un suo racconto, nell’antologia natalizia edita da Sellerio, un best seller assoluto del periodo: è la prima volta che uno scrittore non di casa Sellerio viene inserito nella antologia. Non potendo utilizzare i personaggi di Ricciardi e Lojacono ha creato un nuovo personaggio, una donna stavolta, di professione assistente sociale: una cosa però la accomuna ai due più conosciuti protagonisti dei libri di de Giovanni, il fatto di essere combattuta fra due amori, l’ex marito ed un medico. Ultima cosa che mi ha fatto particolarmente piacere: de Giovanni mi ha detto che ricorda con grande piacere l’incontro del novembre scorso alla biblioteca di Sesto e che è pronto a tornare di corsa se sarà invitato di nuovo. Che aspettiamo?

Sandra

image copia


dazieriHo dovuto farmene una ragione. Non è facile per una lettrice, come me, che si affeziona ad un personaggio accettare la decisione del suo autore di dire “basta” il Gorilla se ne andrà in pensione. Il Gorilla, il personaggio atipico e originale creato da Sandrone Dazieri, è uno dei “miei” investigatori preferiti. Lo incontrai per la prima volta in una libreria di Sesto Fiorentino (il libro), mi colpì la copertina del libro, quello stile fumetto, allora lo sfogliai, mi piacque l’incipit e poi detti un’occhiata alla seconda e alla quarta di copertina. Dopo aver capito che quella era la prima indagine del Gorilla, acquistai il libro. E come mi succede quando vengo coinvolta nella storia, lo lessi in una notte…quel Gorilla dalla doppia personalità mi affascinò al punto che attesi con ansia di andare di nuovo in libreria per acquistare le altre avventure. Li ho letti tutti fino all’ultimo romanzo “La bellezza è un malinteso” (bellissimo, ma altrettanto belli sono Attenti al Gorilla, La cura de Goria, E’ stato un attimo, ecc…) dove il Gorilla è già sposato, quel libro lo conservo gelosamente perché è firmato dall’autore, Sandrone Dazieri che ho avuto la fortuna di incontrare il 30 maggio scorso a Campi Bisenzio dove si era recato per un incontro pubblico. Allora Dazieri disse che avrebbe mandato il Gorilla in pensione.
Ecco l’intervista che lo scrittore cremonese mi ha rilasciato quando lo intervistai per Piananotizie.it il 30 maggio 2012.

Elena


$(KGrHqFHJ!0FH6lWZ7i)BSDfmRsZmQ~~60_1Stavolta vado sul classico “che più classico non si può”. In attesa di divorare “Argento vivo” di Marco Malvaldi e “Pista nera” di Antonio Manzini che da alcuni giorni aspettano sul mio comodino ho ripreso un giallo uscito nel 1929 “La strana morte del signor Benson” di S.S. Va Dine ripubblicato, qualche anno fa come “Collezione storica I Gialli Mondadori”, da Repubblica- L’Espresso. Fra l’altro proprio questo libro segnò l’avvio della gloriosa collana dei “Gialli Mondadori” che, come i cultori del genere sanno bene, ha segnato la nascita del genere poliziesco in Italia che da allora sarà definito, appunto, giallo, dal colore delle copertine. Protagonista del libro è il famoso Philo Vance, detective davvero sui generis: aristocratico e molto snob, appassionato e profondo conoscitore d’arte si diletta però anche nella risoluzione di delitti basandosi sulla psicologia. Philo Vance infatti rifugge  in tutto e per tutto il metodo indiziario (la metà dei processi oggi in Italia andrebbe a rotoli..) e si basa invece sullo studio dei personaggi coinvolti nella vicenda giungendo, grazie anche alle sue grandi doti deduttive, a individuare, apparentemente senza grandi difficoltà, il colpevole. Prima di arrivare a indicare l’assassino però, come sempre avviene in ogni giallo che si rispetti, il detective semina una serie di false piste e porta il lettore ad individuare altri possibili colpevoli (in questo libro almeno quattro) tutti ugualmente credibili. Convincente ‘spalla’ di Philo Vance è il procuratore distrettuale Markham regolarmente spiazzato dalle teorie dell’amico. Libro da leggere almeno per capire come si indagava quando non esistevano i Ris e la prova del Dna.

Sandra


734145_210326675805134_1197874254_nMagari qualcuno dei ‘frequentatori’ di questo blog (non è il mio caso..) vorrebbe anche scrivere un giallo e non limitarsi solo a leggerlo. Per i residenti nell’area di Firenze e dei Comuni limitrofi che volessero cimentarsi nell’ardua impresa di diventare un novello Simenon o una novella Agatha Christie qualche possibile indicazione può arrivare dal seminario sul racconto giallo “Colpire al cuore” fissato per domenica 20 ottobre, dalle 10 alle 18 (con pausa pranzo), al circolo Arci Caselline di Vaglia in via Caselline 11. L’invito mi è arrivato attraverso Facebook e la cosa, in effetti, sembra interessante. La giornata sarà articolata in una parte teorica con slides che tratteranno, ad esempio, temi come la differenza tra giallo e noir e le regole del giallo e le regole del noir. Seguirà la parte probabilmente più divertente, ovvero quella pratica, per arrivare alla stesura di un racconto giallo. Lo stage sarà tenuto dalla professoressa Liliana Bruchi docente del corso di Scrittura creativa e avrà un costo di 35 euro. Per l’attivazione dell’iniziativa è necessaria comunque la presenza di almeno dieci partecipanti. Per iscrizioni e informazioni: 3286852748.

Sandra