Il blog degli amanti della letteratura gialla, noir e poliziesca

Archivi del mese: settembre 2013

de giovanni 002“Ci vuoi andare vero?”. Ho provato a bluffare ma Gianni, mio marito, lo ha capito subito che il mio apparentemente casuale “Toh c’è Maurizio de Giovanni che presenta il suo libro a Pisa..” sottintendeva un “E noi ci saremo, chiaramente..”. Sono troppo trasparente quando si parla di uno dei miei autori di gialli preferiti: ormai è assodato che, se de Giovanni partecipa ad iniziative nell’arco di un centinaio di chilometri da Firenze, dobbiamo esserci. Quest’anno, fra l’altro, l’ho mancato per un soffio a Maratea, in vacanza, visto che la serata di cui era protagonista era fissata per il giorno successivo alla nostra partenza per Firenze. Così, inondazioni improvvise, imprevisti meteorologici, invasioni di cavallette (etc, etc..) permettendo, il prossimo 12 ottobre, alle 17, spero proprio di poter essere a Pisa, al centro Macarrone, dove  de Giovanni presenterà il suo ultimo libro “I bastardi di Pizzofalcone” , edito da Einaudi, nel corso di una iniziativa organizzata dall’attivissima Libreria pisana Fogola: per l’occasione l’autore sarà intervistato dalla autrice e regista teatrale Barbara Idda. A Pisa, nella stessa sede, avevo già partecipato all’incontro con de Giovanni organizzato in occasione dell’uscita del suo libro “Per mano mia” e mi aveva colpito la quantità impressionante di gente presente: poi ho potuto intervistare de Giovanni, con Elena, lo scorso novembre nell’ambito di una serata bellissima con nuovo bagno di folla alla biblioteca Ragionieri di Sesto. La foto a lato si riferisce proprio a quella serata. Fra l’altro, su “Youtube”, gira ancora un improbabile spot di presentazione della serata che vede come ‘attrici’ (potete immaginare i risultati..) me e Elena e che comunque ho cercato subito di disconoscere.. Purtroppo protagonista dell’incontro di Pisa non sarà il mio commissario Ricciardi ma l’ispettore Lojacono che, invece, è il preferito di Elena.. me ne farò una ragione comunque. Fra l’altro mi ha fatto molto ridere che l’arma del delitto nel più recente best seller di de Giovanni, i “Bastardi” appunto, sia una palla con la neve: mio zio, da anni, ha una collezione di centinaia e centinaia di questi ‘bellissimi’ (?) soprammobili e chi va in qualunque paese del mondo deve in ogni modo trovargli un esemplare locale. Che abbia la trama di un romanzo giallo in casa?

Sandra


lucarelliInsuperabile. Per me è questo il termine per definire uno dei noir più belli che ho letto di recente “Il sogno di volare” di Carlo Lucarelli. Mi è piaciuto talmente che anche questo libro di 260 pagine edito da Einaudi nella collana Stile Libero, l’ho gustato in un giorno. E’ questa una delle caratteristiche dei libri di Lucarelli: quando ne inizi uno non riesci a staccarti più fino all’ultima pagina e quando arrivi alla fine ti senti così soddisfatta che avresti voglia di scrivere all’autore, mandargli una mail o che so, per ringraziarlo. Sì, perché ti ha divertito, inquietato, coinvolto e affascinato non solo per la storia raccontata, ma per il modo, per quello stile particolare nello scrivere, attuale e classico nello stesso tempo, ma soprattutto “vivo”. E poi anche qui c’è Bologna. Non proprio come una cartolina per turisti, ma come una città trasformata e in certi momenti “sfigurata” dai tempi e dalle paure. E poi ero rimasta affascinata da Almost blue non potevo non seguire la seconda indagine dell’ispettore Grazia Negro.
Ho avuto la fortuna di incontrare Caro Lucarelli quattordici anni fa a Legri a Calenzano, alla Festa dell’Unità. Era il presidente della giuria del Premio Legri e prima della serata di premiazione il gruppo di persone che avevano organizzato il concorso andammo a cena Lucarelli. Rimanemmo tutta la cena incantati dai suoi racconti, tanto che nessuno di noi si ricordò di scattare una foto ricordo!
Elena


4527328_0In genere non amo (e non leggo) i best seller. Non è snobismo ma sono convinta che molti libri numeri uno in classifica (i vari Moccia, Volo e anche Dan Brown) siano spesso frutto di abili strategie di marketing editoriale studiate per poter far presa, anche giustamente, su chi non legge di solito libri. Mi piace, invece, trovare libri di nicchia, magari poco conosciuti e diffusi in particolare nel campo del giallo. Premesso questo confesso però di avere letto “La verità sul caso Harry Quebert” di Joel Dicker, edito da Bompiani, uno dei massicci successi editoriali degli ultimi anni. A mia parziale ‘discolpa’ posso dire di avere acquistato il libro nell’aprile scorso, a Ferrara fra l’altro, quando ancora non era diventato un ‘caso’ e un campione di vendite. Che dire? Il libro del giovane scrittore svizzero si legge  bene nonostante la mole (779 pagine) ma, a mio parere, non rimarrà negli annali dei gialli da ricordare. Insomma il commissario Maigret può dormire sonni tranquilli. Dicker insomma non è Simenon né il mio pallino Colin Dexter anche se il suo è un giallo deduttivo. La storia prende le mosse nell’estate 1975 quando, nella sonnolenta cittadina di Aurora, scompare una ragazzina di 15 anni Nola Kellergan, come si scoprirà in seguito piuttosto ‘precoce’. Le indagini non approdano ad una soluzione finché nel 2008 il cadavere della ragazzina è ritrovato nel giardino della villa  di Harry Quebert uno scrittore famosissimo che viene accusato di avere ucciso la giovane Nola. Toccherà ad un amico di Harry, anche lui autore di un best seller, Marcus Goldman, scoprire la verità dopo una serie di più o meno prevedibili eventi. Il libro scorre nonostante le descrizioni spesso dettagliatissime e alcuni personaggi decisamente insopportabili come la madre di Marcus, davvero troppo petulante e ridicola per essere vera. Una cosa che mi ha deluso è che ho individuato il colpevole (…) molto prima della fine: evidentemente il giovane Dicker (che ha fatto un terno al lotto con il libro, dopo tanti rifiuti) deve diventare un po’ più smaliziato.

Sandra


parigi e sozzi 9C’è un filo sottile, come quello della mozzarella quando tagli una fetta di pizza calda, che lega il crimine al cibo? E cosa succede se non sappiamo resistere a succulenti bocconcini al…cianuro? Si muore dalle risate! Ecco un giallo divertentissimo, anzi, ecco bocconcini di “giallo” preparati con abilità da Riccardo Parigi, Massimo Sozzi e Laura Vignali, per palati difficili. “Bocconcini al cianuro” raccoglie 14 racconti tutti con il sorriso (l’ultimo) sulle labbra. Gli autori (Riccardo Parigi è un sestese) consigliano come dosi di bocconcini al cianuro “due al giorno per una settimana”. Le vicende dei racconti sono raccontate con humor e ambientate nella provincia pistoiese (i racconti di Laura Vignali) e nella piana fiorentina (quelli di Parigi e Sozzi)
Il lettore viene coinvolto in un turbinio di vicende da quelle più prettamente gialle come Siepi alte fanno buon vicinato oppure Relazioni pericolose di Laura Vignali oppure Appuntamento al buio di Parigi e Sozzi ad altre dominate da un alone di mistero come L’ultima sfida nel Far West padano oppure l’ultimo Eurostar per Anna K, e poi c’è la favola nera di Cappuccetto Grosso.  Tutti i racconti sono dominati da humor nero, ognuno a suo modo porta il lettore in una dimensione tra il grottesco e l’ironico.
Il libro è stato presentato qualche anno fa alla Biblioteca Ragionieri a Doccia a Sesto Fiorentino dalla coppia di giallisti Parigi-Sozzi in occasione di Noir d’Autore.

La foto di quell’incontro, come si può vedere, è “gialla” ma non poteva che essere coì…è l’atmosfera del Club del giallo!

Elena


COVER1-capelli-bluA proposito, ancora, di autori ‘simpatici’ o meno devo dire che un incontro davvero bello è stato quello del luglio scorso, al circolo Sms di Serpiolle, nell’area collinare di Firenze, con Valerio Nardoni autore del libro “Capelli blu” edito da e/o. Da alcuni anni il circolo di Serpiolle organizza, in genere a inizio estate e inizio autunno, una serie di incontri sul giallo promossi dagli “Innamorati del giallo” e molte serate dei diversi cicli sono state davvero piacevoli. Nardoni,  36 anni originario di Livorno, è arrivato all’incontro con il figlio di pochi giorni di vita che, a onor del vero, è stato bravissimo durante la serata ed ha raccontato, oltre alla genesi del suo libro, anche il suo rapporto con Mario Luzi di cui è stato collaboratore per più di due anni prima della morte del poeta. Ha spiegato, candidamente, di essersi presentato a Luzi confessandogli di non avere mai letto una riga di una sua poesia in vita sua e di avere ricevuto un abbraccio (e l’incarico di lavoro) dal poeta per la sua sincerità.  Quanto a “Capelli blu”, il suo primo romanzo, è la storia di Jilium, un laureato che, in attesa di un lavoro stabile, lavora come cassiere in un discount. Mentre rientra dal lavoro una notte trova una ragazza con i capelli blu (da qui il titolo del libro) agonizzante davanti al suo portone di casa. Invece di chiamare un’ambulanza o di fingere di non avere visto Jilium decide di portare la donna a casa ma il mattino dopo lei non c’è più: da qui scattano una serie di eventi, coincidenze, incontri che potrebbero essere reali ma anche delle allucinazioni tanto che il lettore è spesso spiazzato. L’episodio che scatena il libro è simile a quello che, nella vita reale, è capitato a un giallista affermato come Massimo Carlotto che lo stesso autore ha raccontato nel suo “Il fuggiasco” ma, anche in questo caso, Nardoni ha detto di non avere letto il libro di Carlotto né di essersi ispirato alla sua paradossale vicenda.

Sandra


pecoreLa prima indagine di Miss Maple è casuale…sì, avete capito bene Miss Maple, non Miss Marple. Non si tratta dell’arzilla vecchietta di Agatha Christie un po’ impicciona ma tanto simpatica, ma di una pecora. Miss Maple, per l’esattezza è “la pecora più intelligente del gregge, forse del villaggio, probabilmente del mondo”. Ora questa pecora intelligente una mattina fa un brutto incontro: sul prato irlandese giace senza vita il corpo del pastore George Glenn. Di colpo Miss Maple si rende conto che deve trovare chi ha ucciso conficcandogli una vanga in mezzo al corpo il “suo” pastore, anzi il pastore del gregge. Inizia così un giallo insolito, almeno per i protagonisti, “Glennkill” di una scrittrice tedesca Leonie Swann, oggi 38ennema che all’epoca dell’uscita, nel 2005 di anni ne aveva 30 ed era una esordiente. Il romanzo è divertente e il mondo delle pecore ne esce affascinante abituati come siamo a vedere i casi risolti sia sullo schermo che nei libri da animali più “comuni” come cani e gatti.
Una particolarità: il libro, edito da Bompiani, alla sua uscita è stato proposto in due versioni con la copertina bianca e una pecora bianca con tanto di batuffolo di cotone in evidenza e con la copertina nera con la pecora nera. In edizione limitata. Quando lo acquistai, perchè incuriosita dal particolare detective, qualcuno commentò “è un libro per ragazzi”. Può darsi. Io mi sono divertita a leggerlo e a seguire il percorso investigativo di una pecora…una volta nella vita si può fare.
Elena


9788850227136_piazza_san_sepolcro_videoA proposito di scrittori che mi piacerebbe conoscere uno è sicuramente Gianni Simoni creatore della serie di gialli che vedono come protagonisti l’ex giudice Petri ed il commissario Miceli e, più recentemente, di quella con il commissario Andrea Lucchesi. Simoni, nelle copertine dei suoi libri appare come un elegante signore con capelli e barba completamente bianchi: è un ex magistrato che- si legge- nel corso della sua carriera, ha portato avanti come giudice istruttore indagini in materia di criminalità organizzata, di eversione nera e di terrorismo. Roba ‘tosta’ si direbbe e, in effetti, leggendo i suoi libri (ho divorato tutti quelli di Petri e Miceli, non ho ancora iniziato quelli del commissario Lucchesi) si nota la padronanza di uno che è del ‘mestiere’ soprattutto quando ad agire è il giudice Petri. Non aspettatevi effetti speciali e colpi di scena da best seller americani: le storie in questione sono tutte ambientate a Brescia, in una atmosfera spesso invernale e grigia, ma sono davvero ben scritte e si leggono volentieri. Per chi volesse conoscere il duo Petri-Miceli i libri della serie sono: “Un mattino d’ottobre”, “La morte al cancello”, “Lo specchio del barbiere”, “Commissario domani ucciderò Labruna”, “Pesca con la mosca” e “Il ferro da stiro” tutti editi da Tea. Oggi, invece, ho acquistato il mio primo libro del commissario Lucchesi “Sezione Omicidi” che, però, ho scoperto essere il terzo della serie… perciò dovrò tornare in libreria e acquistare i due precedenti. Spero solo che il nuovo investigatore sia all’altezza di Petri-Miceli e non mi deluda.

Sandra