Il blog degli amanti della letteratura gialla, noir e poliziesca

L’amico Carlo: imperdibile “Di rabbia e di vento”

robecchi 2Ci sono autori (di gialli?) che hanno la capacità di raccontare una storia tenendoti aggrappata alle pagine del loro libro, che disegnano personaggi che sembrano far parte della tua cerchia di amici (va beh, a volte diventano un poco pericolosi) con i quali vorresti per una volta scambiare quattro chiacchiere. Ecco uno di questi autori è Alessandro Robecchi. Ho divorato il suo “Di rabbia e di vento” in un paio di giorni e proprio per complicità con il suo Carlo Monterossi (autore di tv e anche detective per caso) ho sentito venire su la rabbia, mentre anche qui (guarda caso) in quelle due giornate soffiava un vento frescolino, strano per la stagione estiva. Una storia coinvolgente e a tratti drammatica, un giallo veramente intrigante dove il lettore ci entra piano piano, segue le indagini (parallele) e acquisisce dati e informazioni per arrivare a scoprire l’assassino. Sì, perché l’autore mette a disposizione gli indizi. E questo è un altro elemento che mi piace nei gialli: avere la possibilità di indagare insieme ai protagonisti della storia. E poi c’è quel Carlo Monterossi che a suo modo sta simpatico, che ha la capacità di mettersi nei guai, che ha una piccola squadra di amici e che, a suo modo ha una propria integrità. Insomma, se non l’avete letto, fatelo perché “Di rabbia e di vento” è un giallo (non solo giallo) da non perdere: perfetto e ironico, irriverente con la capacità di tenere avvinghiato alla storia fino all’ultima pagina il lettore.

Elena

Un regalo super, libro con autografo: de Giovanni

de giovanni 2 de giovanniSono proprio amici, i miei amici. Mi pensano anche quando sono in vacanza e mi portano il regalo desiderato. Sì non solo un libro, ma un libro autografato da uno dei miei scrittori preferiti: Maurizio de Giovanni. e così Sandra e Gianni, in ferie in Basilicata, hanno seguito un incontro con de Giovanni e al termine hanno acquistato questo libro, l’ultimo del Commissario Ricciardi “Serenata senza nome. Notturo per il commissario Ricciardi” e lo hanno fatto autografare per me. Ecco queste cose mi emozionano. Perché i libri, che già sono un valore per la mente e per il cuore, lo sono ancora di più quando sono autografati e quando sono i tuoi amici che pensano a te. E allora tra poco, appena avrò finito di lavorare, mi dedicherò alla lettura di Serenata senza nome, attesisssimo nuovo episodio del Commissario “triste” che si trova ad indagare nella Napoli degli anni Trenta e che si trova a fare i contri con i sentimenti per le donne della sua vita.

Elena

Le città che leggono di più secondo Amazon. Firenze all’ottavo posto

libriE’ all’ottavo posto Firenze tra le 10 città italiane (con più di 100mila abitanti) dove si legge di più. Lo conferma Amazon che rilascia come ogni anno, in occasione della bella stagione e delle grandi letture sotto l’ombrellone, la classifica delle città italiane che leggono più libri, individuata secondo il numero di titoli in formato cartaceo ed eBook acquistati dagli italiani su Amazon.it durante l’ultimo anno. Al primo posto c’è Milano, seguita da Padova, Verona, Trieste, Trento, Bologna, Bergamo, Firenze, Roma e Vicenza. In questa classifica non compaiono città del sud Italia.

Per il quarto anno consecutivo Milano si conferma campionessa di lettura di libri sia in formato cartaceo sia digitale, mentre Padova sale al 2° posto. Se Verona torna a sorpresa alla terza posizione della top 10, grande assente di quest’anno è Cagliari che dalla 5a posizione dello scorso anno scivola alla 18a. Roma scende dall’ 8° posto al 9°, ma si mentiene sempre nella top 10 delle città italiane che leggono di più. Per quanto riguarda la classifica delle città italiane che prediligono il formato digitale, Milano, Trento e Verona sono le regine indiscusse, seguite da Trieste, Padova, Bologna, Udine, Bolzano, Vicenza e Bergamo.

I lettori nel capoluogo lombardo sono in testa nei generi Non-fiction, Viaggi e Salute. Pescara è la città dove si prediligono i libri di Cucina, mentre la Fantascienza trova in Sassari il maggior numero di lettori. Vicenza è la città dove si leggono più romanzi rosa, mentre a Cagliari si apprezzano i libri dedicati all’economia, agli affari e alla finanza. In Emilia Romagna, Ferrara, Ravenna, Bologna e Modena sono nelle prime posizioni per i libri dedicati ai viaggi.

Il Nord Est, con le città di Trento, Bolzano, Trieste, Vicenza e Verona apprezza maggiormente i romanzi rosa.Non salgono invece nella parte alta le città del Sud Italia: Palermo si attesta al 42° posto, Catania è ferma al 44°, seguita da Reggio Calabria al 47° posto.

I 3 titoli più apprezzati sono: La ragazza del treno di Paula Hawkins conquista la prima posizione in ben 22 delle 47 città analizzate, tra cui Milano, Roma, Torino, Genova, Bologna e Firenze. Per il secondo anno consecutivo Il Grande Gatsby è tra i titoli più letti, al primo posto in 12 città come Cagliari, Napoli, Palermo e Trieste. Al terzo posto L’amica geniale, nella top 10 di 14 città.

Olivia e Elliot la coppia tv che piace al di là di Law and Order

olivia ed elliotFacendo zapping alcuni anni fa ho incontrato Olivia ed Elliot. Non hanno bisogno di altre presentazioni perchè chi segue i telefilm (si dice sempre così?) dei vari canali televisivi non può non essersi imbattuto, anche per caso, in Law and Order Svu unità vittime speciali, il format creato da Dick Wolf con protagonisti Olivia Benson e Elliot Stabler e tantissimi altri personaggi. Ma i “veri” protagonisti sono loro Olivia e Elliot. E da quando Elliot ha lasciato la serie, beh, noi appassionati spettatori ci siamo un poco distaccati perché Olivia e Elliot erano come Stanlio e Ollio, come Gianni e Pinotto come Bonnie e Clyde come Raimondo e Sandra e se uno se ne va non è più la stessa cosa. Comunque tornando alla serie si può dire che è stata ideata nel 1999 ed è girata a New York. E’ spin-off di altre serie. La prima puntata è andata in onda negli Usa su Nbc il 20 settembre 1999 e in Italia il 13 settembre del 2001. I casting per gli attori sono stati fatti nella primavera del 1999 e fu un caso, una intuizione di Dick Wolf a scegliere Christopher Peter Meloni (Elliot) e Mariska Hargitay (Olivia) tra i molti attori che si erano presentati per il provino. Wolf disse che Meloni e Hargitay erano la coppia perfetta e così lo è stato per il telefilm, ma anche nella vita reale i due attori sono diventati amici tanto che Hargitay è stata madrina per il battesimo di uno dei figli di Meloni e questi sono gossip che a noi spettatori piacciono. La vita televisiva che si incrocia con quella reale. Proprio così e pare anche che Mariska Hargitay sia impegnata in una associazione di volotnariato no profit per l’assistenza alle persone che hanno subito abusi. Questa decisione sarebbe scaturita nel 2004, dopo che una telespettatrici così coinvolta dal telefilm avrebbe inviato una mail all’attrice per raccontarle della violenza subita in gioventù, fatto che non aveva raccontato mai a nessuno.

Succede anche questo. Qualche informazione su Meloni e Hargitay: Meloni è nato negli Usa il 2 aprile 1961 e come Elliot è doppiato dall’attore Massimo Rossi; Hargitay è nata il 23 gennaio 1964, ed è figlia di Jayne Mansfield l’attrice americana degli anni 50, è stata Reginetta di bellezza e ha continuato a lavorare alla serie tv Law and Order anche quando Meloni ha lasciato. In Italia è doppiata dall’attrice Laura Romano.

La foto (mi sarebbe piaciuto scattarla) è stata tratta da Google

Il fascino di Alan Banks (DCI Banks) dai libri alla Tv

dci banksSe ci sono investigatori “originali” che sembrano trovarsi per caso sul luogo del crimine questi somigliano molto ad Alan Banks. Devo dire che il suo stile british un poco rivisitato e questo suo procedere nelle indagini come “se fosse lì per caso”, mi ha conquistatato. Per adesso come serie Tv, ma presto molto presto anche con i libri. E’ proprio guardando la Tv che ho scoperto la serie DCI Banks, adesso su Giallo e ha catturato la mia attenzione. E’ una serie Tv britannica tratta dai romanzi gialli, ne ha scritti 16, di Peter Robinson (inglese, ma ora residente in Canada). La prima puntata della serie è andata in onda il 27 dicembre 2010. e’ composta da tre stagnioni e ognuna divisa in tre episodi a loro volta divisi in due parti. Sembra uno schema matematico, ma in realtà questa serie è particolarmente bella, anche nella realizzazione. Protagonista è l’ispettore Alan Banks interpretato da Stephen Tompkinson e doppiato in italia da Antonio Palumbo. A fianco a Banks c’è Annie Cabbot interpretata da Andrea Lowe e doppiata da Chiara Colizzi.

Ma chi è l’ispettore capo Alan Banks? Banks lavora alla stazione di polizia di Eastvale, l’immaginaria cittadina inglese dove l’ispettore capo vive, possiede un piccolo ufficio personale, arredato con una scrivania di metallo e due sedie, la sua finestra dà sull’affollata Market Square. Banks ha due figli, Tracy e Brian, nati dal matrimonio con la ex moglie Sandra, la quale si è poi risposata. Ama la musica e un fascino tutto particolare.

Un omicidio a Livorno. “Il segreto del Voltone” di Collaveri

voltone“Il segreto del Voltone” di Diego Collaveri è il libro uscito per Fratelli Frilli editori ed è ambientato a Livorno. Ci viene segnalato e noi lo giriamo ai nostri lettori. Ecco la storia che si svolge, appunto, a Livorno. “A seguito del ritrovamento del corpo di un crocierista americano nel canale del Voltone, sotto piazza della Repubblica, il commissario Botteghi e la sua squadra vengono in possesso di un vecchio diario appartenuto a un artificiere dell’esercito di liberazione, di stanza a Livorno per le operazioni di sminamento nel 1945. Poche righe sbiadite alludono al coinvolgimento del militare, con il gruppo di partigiani che per primo era entrato nella città abbandonata, nell’occultare un qualcosa di segreto proprio sotto la piazza dove galleggiava il cadavere. Inizia così un’indagine dove i fantasmi del passato e del presente s’intrecceranno con la storia di quegli uomini, all’ombra di un oscuro patto segreto. Ostacolato dall’Ambasciata Americana, da vecchi spettri fascisti e dagli eredi dei partigiani scomparsi, riuscirà Botteghi a smascherare l’assassino senza svelare un segreto più grande di lui?” E ora due parole per conoscere l’autore. “Diego Collaveri è nato a Livorno il 27 febbraio 1976, dal 1992 al 2000 ha lavorato in campo musicale, collaborando con EMI Music. Nel 2000 si confronta con la scrittura nel circuito dei concorsi di poesia e narrativa, da cui ottiene riconoscimenti e le prime pubblicazioni. Nel 2001 si dedica alla sceneggiatura per la commedia teatrale e l’anno successivo per il cinema breve, per poi arrivare alla prima regia con cui vince il concorso Minimusical indetto da “La Repubblica” e Fandango, con cui successivamente collaborerà. Ha seguito un percorso didattico/formativo con vari registi italiani (Paolo Virzì, Davide Ferrario, Ruggero Deodato, Francesco Falaschi, Umberto Lenzi), studiando anche storia della cinematografia, mentre lavorava con alcune compagnie di musical. Nel 2003 fonda la Jolly Roger productions, etichetta indipendente per produzioni video. Nel 2006 viene invitato dall’Universtià di Pisa, dipartimento Cinema Musica Teatro, nell’ambito del seminario “il cinema classico Hollywoodiano”. Nel 2009 viene inserito nell’Enciclopedia degli Scrittori”.

Buona lettura

Questa non è una canzone d’amore: ma ci somiglia molto

robecchiC’è ancora qualcuno che pensa che il giallo o il noir sia solo un genere di lettura estiva? C’è ancora qualcuno che pensa che se un libro (giallo o noir) racconta una storia di intrecci (scambi di persona), di tv trash, zingari e killer, non possa essere una fotografia sociologica di una metropoli italiana? Tipo Milano, per esempio? C’è ancora chi pensa che una canzone debba essere solo una canzone d’amore? (Anche se condivido “Lettere d’amore” “… solo chi non ha mai scritto lettere d’amore fa veramente ridere” di Vecchioni, mi dispiace con la musica è meglio). Ecco tutti questi si sbagliano, ma del resto Questa non è una canzone d’amore. “Questa non è una canzone d’amore” di Alessandro Robecchi. Letto nella edizione Italia Noir La biblioteca di Repubblica – L’Espresso. Mai divertita tanto. Un giallo/noir (ma lo stesso autore si chiede quale sia la differenza, quindi ce lo possiamo chiedere anche noi e diamo il via al dibattito) che ti trascina nel mondo multietnico di una Milano dove non c’è più niente da bere e non ci sono più spot, ti intriga con i personaggi che variano dal poco trash al per niente trash fino al moltissimo trash, con i diversi punti di vista della stessa visione dei fatti, quella proposta da un programma televisivo super popolare dedicato all’amore. Ah, l’amore! E anche se Questa non è una canzone d’amore, noi ci innamoriamo. Non possiamo fare a meno di Carlo Monterossi l’autore di programmi tv trash che si trova, suo malgrado, coinvolto in un complotto dagli aspetti sociali dove emergono frange (ma mica tanto) di un passato che sembrava parecchio sepolto come un gruppo di contrabbandieri di cimeli nazisti, si incontrano killer da cartone animato, si infrangono e si ricompongono sotto altre forme cuori spezzati, cercando di evitare che un assassino (un po’ distratto) non sbagli bersaglio. Tutto questo con il sottofondo delizioso di Bob Dylan che ci canta la sua forma di amore (ma non è amore, o anche questo fa fare l’amore?). Da leggere non solo in estate, ridendo, pensando, divertendosi e ragionandoci sopra. Se poi vi piace Milano… beh il gioco è fatto!

Bellissimo!

Elena


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