Il blog degli amanti della letteratura gialla, noir e poliziesca

Parigi e Sozzi (Club del Giallo) al Festival del Giallo di Pistoia

Fedeli al periodo con un linguaggio datato oppure fantasiosamente inseriti in un’epoca diversa dalla nostra, ma con uno stile linguistico contemporaneo? E’ la domanda sulla quale hanno discusso Riccardo Parigi e Massimo Sozzi del Club del Giallo, Massimo Lugli e Andrea Frediani e Elena e Michela Martignoni, oggi 23 febbraio, al Festival del Giallo promosso dall’associazione Giallo Pistoia in programma fino a domani 24 febbraio alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia. Tema dell’incontro e del festival, i Gialli storici. Gli autori, coordinati da Oscar Montani, hanno affrontato vari aspetti della scrittura di un giallo ambientato in epoche lontane, ma è stato il linguaggio l’argomento che ha coinvolto con passione tutti i protagonisti dell’incontro. Domani 24 alle 11 si terrò un incontro sulle Storie gialle pistoiesi con la presenza di autori locali e alle 12 “Storie di guerra” con Leonardo Gori e il suo personaggio il Colonnello Arcieri e Bruno Ialuna e il suo personaggio Il commissario Morini. Modera il dibattito Giuseppe Previti. Nel pomeriggio alle 15 in occasione di Giallo e noir nel passato prossimo sarà presente Luca Crovi. Crovi coordinerà l’incontro con Marco Buticchim Matteo Strukul e Valerio Massimo Manfredi. A conclusione del festival si terrà una rievocazione medievale con danze, musici e sbandieratori a cura della Compagnia dell’Orso.

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Fantasmi d’amore, un noir tra due mondi

FANTASMA D’AMORE di Mino Milani, 1977,Mondadori

“Il mondo è vasto e vario, mi piace saltare di qua e di là. Voglio divertirmi.” Questo è ancora il motto di Mino Milani, giornalista, romanziere, autore di fumetti. Novant’anni compiuti nel 2018, abita nella stessa palazzina liberty dove è nato e ha sempre vissuto, nel centro di Pavia. E continua a scrivere. In questi giorni sta terminando un libro che uscirà a primavera.

“Fantasma d’amore” è uno strano noir che vive tra due mondi, quello quotidiano e quello metapsichico, un’idea innovativa negli anni settanta, forse non compresa a fondo da lettori non abituati a queste atmosfere esoteriche. Certo ne’ il libro, ne’ il film del 1981 tratto dal libro – regista Dino Risi e interpreti due stelle di prima grandezza come Marcello Mastroianni e Romy Scheiner – ebbero grandi consensi. Sicuramente oggi avrebbero maggior fortuna. Milani si muove con disinvoltura nelle strade di Pavia e sulle rive nebbiose del Ticino, i “suoi” luoghi: Nino Monti, affermato commercialista, marito senza passione di una moglie sempre più lontana, incontra per caso, senza riconoscerla tanto è invecchiata e sciupata, il suo grande amore di gioventù, Anna Bugatti. Lei invece lo riconosce benissimo, gli telefona a casa, provoca incontri successivi, gli si mostra con un doppio volto: alcune volte giovane e ancora attratta da lui,  malata e rancorosa in altre occasioni. Nino si sente di nuovo coinvolto in questa relazione, fissa appuntamenti, chiede spiegazioni, desidera ancora Anna, la vuole come quando era giovane e innamorato… anche se percepisce oscuramente che tante domande continuano a restare senza risposta e si verificano alcune morti misteriose di persone legate al loro passato.

Milani descrive in modo magistrale sia il percorso psicologico di Monti – lentamente e abilmente intrappolato come un insetto nella tela del ragno – sia le brume dell’Oltrepo’ pavese che ospita i momenti più salienti della vicenda. Il lettore cammina insieme al protagonista, seguendolo fino al drammatico finale.

Donatella Fabbri

Al via dal 22 al 24 febbraio il Festival del Giallo a Pistoia

Si terrà a Pistoia dal 22 al 24 febbraio la nona edizione del Festival del Giallo, un evento letterario che si colloca come punto di riferimento per gli amanti del genere. In Italia il romanzo poliziesco è un genere che ha saputo sopravvivere ai tempi e alle mode del momento, arrivando direttamente al cuore dei lettori. Quest’anno le tre giornate del festival saranno dedicate al giallo storico che si è affermato a partire dagli anni ‘70 del secolo scorso e si è caratterizzato per la sua collocazione storica ben definita. Seguiamo così in questo percorso di lettura la scia rosso sangue lasciata dai giallisti italiani che abbraccia un arco temporale estremamente vasto: dal tempo dell’antica Roma evocato nei romanzi di Franco Forte alla scenografia rinascimentale di Giulio Leoni fino ad arrivare alle ambientazioni contemporanee di Leonardo Gori e Luca Crovi. Tra i protagonisti anche gli scrittori Riccardo Parigi e Massimo Sozzi del Club del Giallo.

Romanzo storico e suspense sono orchestrati in maniera magistrale dagli scrittori ospiti di questa kermesse che quest’anno accoglie una mostra di assoluto rilievo, dal taglio inedito e originale in cui viene presentata la graphic novel La tavolozza e la spada del celebre Milo Manara dedicata alla vita di Caravaggio. L’artista veronese racconta il grande maestro del Seicento attraverso la pubblicazione di due volumi prodotti per l’editore francese Glénat e pubblicati in Italia da Panini Comics; il primo intitolato La tavolozza e la spada è del 2015 mentre il secondo La grazia è in uscita per il 2019. Attorno alla mostra di Milo Manara e alla figura di Caravaggio si confrontano alcuni autori italiani e Alexandra Connor, brillante scrittrice britannica specialista di thriller ad ambientazione storico-artistica, che sabato 23 febbraio sarà ospite del Festival del giallo.

Il giornalista Maurizio Gori sarà di supporto con mediazioni e interviste agli Autori in collaborazione con la web radio “Sulla radio di tutti”  ed il social “Sulla bocca di tutti” di Valerio Scarselletta e Federico Fagioli in arte DJ Fefo. La radio avrà una postazione nella Biblioteca San Giorgio per tutta la durata del Festival.

Festival Giallo Pistoia apre con una cena con Leonardo da Vinci

A cena con Leonardo. E’ uno degli appuntamenti “gustosi” della nona edizione di Festival Giallo Pistoia dedicato a Il Giallo incontra la storia. Il festival è promosso da Giallo Pistoia e porterà in città molti scrittori per parlare del giallo storico. Il 22 febbraio alle 20.30 si terrà una cena rinascimentale al ristorante pizzeria Motta di via Doria 13 Bottegone Pistoia. Una serata con gli autori e con piatti del passato. Il menù prevede: servito a tavola persutto, pan con fegato, pane arrosto con cavolo nero lessato, tortellini grassi ottimi, insalata di farro, postaccio di vitello in fracasso, insalata d’erbe, cofanetti bianchi, cantucci, mele, acqua e vino rosso toscana. (La prenotazione è obbligatoria entro il 20 febbraio: 0573545476 al ristorante oppure al Giallo Pistoia 3337350637).

Ambra thriller, l’insolito thriller dalla Polonia

Per la quarta di copertina di entrambi i suoi libri, la Piemme ha scelto un bel ritratto a tutta pagina dell’autrice, la bionda poco più che quarantenne Katarzyna Bonda, scrittrice polacca di grandissimo successo in patria e avviata alla notorietà anche in altri paesi e nel circuito della lingua inglese. I due volumi disponibili, “Non esistono buone intenzioni” e “Nessuna morte è perfetta”, sono stati pubblicati in Italia nel giugno e nel novembre del 2018, segno inequivocabile di gradimento da parte degli appassionati di thriller, e costituiscono due corpose puntate (in tutto circa 1400 pagine) della vita e delle avventure della ex poliziotta Sasza Zaluska, trentasei anni e i capelli rosso fuoco, condannata a una vita tormentata dal vizio dell’alcol (tenuto sotto controllo tramite la frequentazione degli Alcolisti anonimi), da una maternità difficile (il padre della sua bimba è un sospetto serial killer in fuga) e da una professione che la mette in costante contatto con il rischio: quella della profiler.

Al di là delle trame e dell’abilità narrativa dell’autrice, un elemento di interesse dei due volumi è costituito dall’ambientazione per noi del tutto inusuale: una Polonia moderna che di questa modernizzazione patisce tutti gli squilibri e le difficoltà sociali, un paese percorso da inquietudini e durezze che spesso trovano le loro radici in una storia secolare drammatica. Il primo dei due lunghi racconti, entrambi ricchissimi di personaggi e intrecci, si svolge a Danzica, città portuale millenaria, un tempo perno della Lega anseatica, più volte autonoma città-stato, simbolo dello scoppio della seconda guerra mondiale, culla del movimento Solidarność che, sotto la guida di Lech Wałęsa, ha svolto un ruolo importante nel porre fine al regime comunista polacco e in tutta l’Europa centrale. Capitale, tra l’altro, del commercio mondiale dell’ambra. E’ in questa principesca città, onusta di storia, che si svolge la storia di Aleksandra-Sasza Zaluska, punteggiata di giovani sbandati, bevitori incalliti, malavitosi spietati, poliziotti corrotti e preti che nascondono segreti indicibili.

La seconda “puntata” si sposta ad est, nel tormentato territorio del voivodato della Podlachia, al confine con la Bielorussia. E’ qui che si stende la foresta di Białowieża, un’antica, magica foresta vergine percorsa ancora oggi da bisonti, cervi, alci, che ormai rappresenta tutto ciò che resta dell’immensa foresta che migliaia di anni fa si estendeva su tutta l’Europa. Terra un tempo ricchissima, per selvaggina e legname, ora impoverita e incattivita da secoli di guerre, invasioni, pogrom, eccidi, fosse comuni. Terra amata e contesa da polacchi, bielorussi, ucraini, lituani, russi, ma anche francesi, tedeschi, ebrei. Percorsa da scontri senza esclusione di colpi tra etnie, contrapposizioni ideologiche, nazionalismi estremi, contrasti religiosi tra cristianesimo ortodosso e cattolico. Difficile strappare il velo di silenzio che la foresta e la paura degli umani stendono sulle ustioni ancora aperte di vicende risalenti a pochi decenni fa. Difficile e pericoloso, per Sasza Zaluska e probabilmente anche per Katarzyna Bonda che proprio ad Hajnówka, città nel cuore di quella foresta dove si svolge l’azione del libro, ha avuto i natali.

Susanna Cressati

“Non uccidere”, toni cupi, storie spiazzanti per una serie tv crime di prestigio

In una Torino torno cupa e misteriosa, nebbiosa e monocroma, si svolge la serie tv “Non uccidere”, una preziosa fiction italiana purtroppo relegata in uno spazio con poca visibilità. Protagonista Miriam Leone, oltre che bella molto brava e perfetta nel ruolo complesso dell’Ispettore Valeria Ferro, intuitiva e selvaggia, ma che deve fare i conti con il passato della propria famiglia. Insieme a lei ci sono Matteo Martari e Thomas Trabacchi entrambi bravissimi. La bellezza e la particolarità della serie crime non sta solo nelle atmosfere plumbee di una Torino poco conosciuta, ma nelle storie. Piccole storie noir che si sviluppano all’interno di nuclei familiari. Storie forti e spiazzanti in grado di cogliere di sorpresa lo spettatore ipnotizzato davanti al teleschermo. La prima serie di Non uccidere è andata in onda su RaiTre nel settembre del 2015, seguita poi dalla prima parte della seconda serie (12 episodi per sei serate). La seconda parte della seconda serie (gli altri 12 episodi) è  in onda su Premium il sabato sera in prima serata. Tutta la serie, per fortuna si può vedere (e rivedere) su RaiPlay. Questa è la bella notizia per gli appassionati di questo Tv crime, mentre la brutta notizia è che la serie di ferma qui. Non uccidere è arrivata al capolinea. Peccato, peccato davvero sapere che continua la serie tv  Che Dio ci aiuti, mentre una serie elegante, raffinata e ben costruita come Non uccidere giunga al capolinea.

Elena

“Rosso veneziano” un thriller nella Venezia del 1500

In libreria il libro di Guido Sgardoli “Rosso veneziano”, un thriller storico avvincente, dalle forti tinte noir, ambientato in una Venezia rinascimentale inedita e affascinante, intrisa di arte e mistero. Una vicenda dai risvolti cupi, dove nulla e nessuno è mai come appare.

La storia. Venezia, 1509: Zorzo Cigna, detto Giorgione, trascorre il suo tempo creando quadri e affreschi in preda a un’euforia causata dalla dipendenza dall’oppio. Nutre un amore segreto per Cecilia, la tenutaria del più apprezzato bordello veneziano, che incontra di notte in gran segreto. Durante il Carnevale, viene svegliato in piena notte da una triste notizia: il suo amico fra’ Placidio è rimasto vittima delle fiamme che hanno colpito l’ospeal del bersaglio vicino alla chiesa dei Santi Giovanni e Paolo. Accorre sul luogo dell’incendio e qualcosa non gli torna; potrebbe trattarsi di un atto doloso e fra’ Placidio potrebbe essere stato deliberatamente ucciso. E un uomo lì presente, che sembra guardarlo con interesse, non promette nulla di buono… Zorzo Cigna comincia a indagare e quando una serie di incendi colpisce la città e lui stesso si trova minacciato, capirà che la verità potrebbe cambiare per sempre il destino della Serenissima.